Seguici su Google
Credit: ESA-Science Office

La missione Hera dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha raggiunto la Florida dopo essere stata trasportata dalla Germania per completare gli ultimi preparativi prima del suo lancio programmato per il 7 ottobre 2024. Il veicolo spaziale principale, accompagnato dai suoi due cubesat associati, Milani e Juventas, sarà lanciato da un razzo Falcon 9 di SpaceX dalla Stazione delle Forze Spaziali di Cape Canaveral alle ore 10:52 EDT (14:52 GMT). L’obiettivo della missione è raggiungere l’asteroide Dimorphos verso la fine del 2026.

 

Questa missione si inserisce all’interno della strategia di difesa planetaria e rappresenta un seguito al test condotto dalla NASA nel settembre 2022, quando una navicella della missione DART (Double Asteroid Redirection Test) ha colpito intenzionalmente Dimorphos per modificare la sua orbita. L’impatto ha ridotto la durata dell’orbita dell’asteroide di 33 minuti e ne ha alterato la forma. La missione Hera esaminerà in dettaglio le conseguenze di questo evento, valutando la dimensione e la profondità del cratere creato dall’impatto e analizzando se la struttura interna dell’asteroide, composta da detriti, sia stata modificata come indicato dalle simulazioni.

 

Durante il Congresso di Scienze Europlanet a Berlino, tenutosi il 13 settembre, il responsabile scientifico della missione, Patrick Michel, ha espresso grande entusiasmo per il ritorno sul sito dell’impatto, sottolineando l’importanza di verificare gli effetti generati sulla superficie asteroidale. La missione Hera fornirà dati cruciali sulla struttura interna di Dimorphos, grazie anche ai cubesat Milani e Juventas, che raccoglieranno informazioni dettagliate sulla composizione minerale e sulla gravità del corpo celeste.

 

La finestra di lancio per Hera si aprirà il 7 ottobre e resterà disponibile fino al 27 ottobre 2024, secondo quanto riportato dall’ESA. La missione prevede anche un passaggio ravvicinato con Deimos, una delle lune di Marte, nel marzo 2025, durante il quale verranno testati gli strumenti scientifici di bordo, compresa la camera principale.

 

Se tutto procederà come previsto, Hera arriverà nei pressi di Dimorphos verso la fine del 2026, e si avvicinerà gradualmente all’asteroide, fino a una distanza inferiore a 1 chilometro dalla sua superficie. Il corpo celeste, con un diametro di circa 160 metri, sarà oggetto di osservazioni ravvicinate per almeno sei mesi, durante i quali gli scienziati raccoglieranno dati preziosi per valutare l’efficacia dell’impatto della missione DART. Le rocce e la polvere espulse nello spazio potrebbero anche generare fenomeni meteorici su Marte o, in casi più rari, sulla Terra.

 

Le informazioni raccolte dalla missione Hera saranno fondamentali per determinare se l’impatto abbia modificato l’orbita di Dimorphos e se abbia causato oscillazioni nell’asse rotativo dell’asteroide. Inoltre, gli scienziati stanno valutando la possibilità che Dimorphos possa essere abbastanza stabile da supportare future missioni di atterraggio e installazione di strumenti scientifici.

Al termine della missione, i cubesat Milani e Juventas tenteranno un atterraggio su Dimorphos, mentre è ancora in discussione la possibilità di un atterraggio del veicolo spaziale principale sul corpo maggiore del sistema binario, Didymos.

Seguici su Google