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Uno studio recente ha confermato che la maggior parte dei cittadini degli Stati Uniti tende a sottostimare l’entità della disuguaglianza economica, in particolare per quanto riguarda i redditi dell’1% più ricco della popolazione. Questo fenomeno, evidenziato da quattro studi, ha messo in luce come i partecipanti abbiano difficoltà a stimare correttamente i redditi lungo la distribuzione sociale. Secondo gli autori, molte persone potrebbero scegliere inconsciamente di non riconoscere la reale disparità per evitare la pressione psicologica di dover promuovere cambiamenti sociali o economici.

 

Sebbene la disuguaglianza a livello globale sembri diminuire grazie alla crescita economica di alcuni paesi in via di sviluppo, nei paesi sviluppati si osserva un aumento delle disparità economiche. Negli Stati Uniti, l’1% più ricco ha visto la sua quota di reddito totale aumentare dal 10% nel 1980 al 19% nel 2020. Questo scenario pone una sfida complessa ai teorici politici, poiché molte persone tendono a votare contro politiche che favorirebbero una redistribuzione del reddito a loro vantaggio.

 

Dr. Barnabas Szaszi e i suoi coautori hanno esaminato questa dinamica, suggerendo che tale comportamento potrebbe derivare dalla mancanza di consapevolezza sulla reale distribuzione della ricchezza. Sebbene le ricchezze di miliardari come Elon Musk e Bill Gates siano regolarmente riportate dai media, queste figure rappresentano eccezioni anche tra i più ricchi. Contrariamente all’aspettativa che i cittadini sovrastimino i redditi degli individui “ricchi ma non miliardari”, gli studi hanno dimostrato che il pubblico tende a sottostimare questi redditi, soprattutto per quanto riguarda l’1% più ricco.

 

Nel corso degli esperimenti, i partecipanti hanno dovuto stimare i redditi necessari per rientrare in vari percentili della distribuzione del reddito. Mentre le stime per i settori più poveri e medi sono risultate abbastanza accurate, quelle relative al 95° percentile (il top 5%) erano leggermente imprecise, e quelle per l’1% erano errate di oltre $200.000.

 

Per verificare se i soggetti stessero semplicemente prestando poca attenzione alle loro risposte, i ricercatori hanno ripetuto l’esperimento offrendo la possibilità di scommettere denaro guadagnato precedentemente sulla precisione delle loro stime. Tuttavia, anche in questo caso non ci sono stati miglioramenti significativi.

Un approccio alternativo ha visto la creazione di società simulate in cui ai partecipanti venivano mostrati centinaia di volti associati a diversi introiti, rivelati con un clic. Quando queste informazioni venivano utilizzate per stimare la distribuzione del reddito in scenari dove il top 10 percent deteneva una quota maggiore del reddito complessivo, i partecipanti fornivano stime relativamente accurate. Tuttavia, quando solo uno su cento possedeva tra il 35-50% del reddito totale, molti partecipanti non riuscivano a comprendere appieno l’impatto di questa concentrazione di ricchezza.

 

Sebbene alcuni studi precedenti abbiano evidenziato sottovalutazioni simili, altri hanno riscontrato sovrastime a seconda delle misure specifiche di disuguaglianza testate. Le ragioni di questa apparente cecità nei confronti della disparità economica rimangono incerte, ma gli autori suggeriscono che essa possa influire sulle percezioni pubbliche riguardo alle politiche fiscali indirizzate ai più ricchi.

 

Per riferimento storico, lo studio citato nell’articolo pubblicato su PNAS Nexus menziona che nel 2018, l’1% più ricco degli americani guadagnava mediamente $1,3 milioni all’anno. Questa cifra mostra l’enorme divario rispetto ai redditi medi e sottolinea la necessità di maggiore consapevolezza e dibattito sul tema della disuguaglianza economica negli Stati Uniti e non solo, visto che anche in Europa si sta andando nella direzione di una società diseguale.

 

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