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Un gruppo di astronomi provenienti dall’Università di Ginevra, dai Centri Nazionali di Competenza nella Ricerca (NCCR) sui Pianeti e dal Centro de Astrobiología (CAB) ha recentemente scoperto una nuova caratteristica legata alla distribuzione degli esopianeti simili a Nettuno, definita “cresta Neptuniana”. Questa zona rappresenta un’area critica dove tali pianeti, pur avvicinandosi alle loro stelle, riescono a sopravvivere all’intensa radiazione stellare.

 

La “cresta Neptuniana” si trova tra due regioni ben definite: il “deserto Neptuniano”, una zona dove i pianeti delle dimensioni di Nettuno, noti anche come “Nettuni caldi”, sono poco frequenti, e la “savana Neptuniana”, una regione più esterna, ricca di questi mondi. Il deserto Neptuniano è da tempo oggetto di studi poiché può fornire informazioni importanti sui processi di evoluzione dei sistemi planetari.

 

Secondo Vincent Bourrier, professore associato presso il Dipartimento di Astronomia dell’UNIGE e coautore dello studio, è stata identificata una sovrabbondanza di pianeti in questa particolare fascia. Questo dato rappresenta una transizione evidente tra l’arido deserto Neptuniano e la più affollata savana Neptuniana.

 

Per approfondire questo fenomeno, i ricercatori si sono avvalsi di dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA, che hanno permesso di mappare in modo preciso le varie aree del paesaggio neptuniano. È stata individuata una zona chiave, corrispondente a periodi orbitali tra 3.2 e 5.7 giorni terrestri, identificata come la cresta Neptuniana.

 

Questa scoperta offre nuove prospettive su come i pianeti di dimensioni neptuniane migrino e su quali siano i processi che regolano la loro formazione e evoluzione nelle vicinanze delle stelle.

 

Inoltre, il concetto di deserto neptune-size deriva dalla categorizzazione degli esopianeti in base alle loro dimensioni e massa rispetto ai pianeti del nostro Sistema Solare. I super-Giove sono più massicci di Giove, mentre le super-Terre sono più grandi della Terra. I sub-Nettuni invece risultano essere più piccoli di Nettuno.

 

Il termine “caldo” descrive esopianeti che orbitano molto vicino alla propria stella, completando un’orbita in pochi giorni o addirittura ore. Tuttavia, queste definizioni non implicano necessariamente che tali esopianeti abbiano una composizione simile a quella dei pianeti nel nostro sistema. Ad esempio, le super-Terre potrebbero essere pianeti gassosi piuttosto che rocciosi.

 

Lo studio apre dunque nuove strade per comprendere come le diverse zone orbitali possano influenzare la capacità dei pianeti neptune-size di mantenere la loro atmosfera, spostandosi attraverso diverse regioni in prossimità delle loro stelle madri.

 

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