Seguici su Google

Le formazioni simili a ragni sulla superficie di Marte, conosciute come “spiders on Mars”, hanno destato un notevole interesse tra gli scienziati e gli appassionati di esplorazione spaziale. Queste strutture, localizzate principalmente nella regione polare meridionale del pianeta, presentano un aspetto che richiama vagamente delle figure simili a giganteschi ragni. Nonostante l’aspetto inquietante, non si tratta di creature aliene, ma di fenomeni geologici che stiamo iniziando a comprendere meglio grazie agli studi recenti.

 

La spiegazione predominante per la formazione di queste strutture deriva dal modello Kieffer, proposto dal ricercatore che lo ha elaborato. Secondo questo modello, tutto comincia con la primavera marziana, quando la luce solare riesce a penetrare attraverso strati di ghiaccio traslucido. La radiazione solare intrappolata sotto il ghiaccio riscalda il regolite, lo strato superficiale del suolo marziano, provocando la sublimazione del ghiaccio dalla sua base, trasformandolo direttamente da solido a gas.

 

Questo processo innesca la formazione delle strutture simili a ragni attraverso l’erosione causata da getti di gas ad alta velocità, che scavano il regolite sottostante. Parallelamente, ventagli e macchie scure vengono depositati sulla superficie del ghiaccio a causa della dispersione di polvere e gas rilasciati dai getti.

 

Per confermare questa teoria e rispondere alle domande su quanto queste formazioni siano recenti o residui di epoche passate di Marte, un team di ricercatori ha condotto esperimenti presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA, utilizzando una camera sperimentale chiamata Dirty Under-vacuum Simulation Testbed for Icy Environments (DUSTIE). Questa camera permette di replicare le condizioni di freddo estremo e bassa pressione tipiche del pianeta rosso.

 

Durante gli esperimenti, il team ha dovuto regolare accuratamente lo spessore del ghiaccio di anidride carbonica creato all’interno della camera. Dopo numerosi tentativi, i ricercatori hanno osservato l’emissione di getti di gas che proiettavano il regolite nell’aria, confermando con entusiasmo la validità del modello Kieffer.

 

Oltre a convalidare il modello originale, gli esperimenti hanno rivelato nuove morfologie che sembrano derivare dalla sublimazione del ghiaccio interstiziale all’interno del regolito, piuttosto che dall’erosione causata esclusivamente dai gas sotto la superficie ghiacciata. Queste scoperte indicano una maggiore complessità nei processi erosivi attivi su Marte, suggerendo che meccanismi simili potrebbero essere responsabili non solo delle strutture spider-like, ma anche di altre formazioni marziane, come i terreni poligonali.

 

La continua ricerca su questi fenomeni è cruciale per comprendere meglio i processi geologici attivi sul Pianeta Rosso. I risultati di questi studi sono stati recentemente pubblicati nel The Planetary Science Journal, contribuendo a chiarire ulteriormente i misteri di Marte.

Seguici su Google