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L’uragano Helene, il quarto ad abbattersi sulla costa del Golfo degli Stati Uniti nel 2024, è stato il più devastante finora, provocando decine di morti e danni che si stima raggiungeranno miliardi di dollari. La tempesta ha colpito la costa della Florida la notte di giovedì 26 settembre, classificata come uragano di categoria 4, con venti sostenuti che hanno toccato i 225 km/h. I danni causati da Helene non si sono limitati al momento dell’impatto, poiché la tempesta si è spostata rapidamente verso l’entroterra, attraversando la Georgia orientale e piegando poi verso ovest nella Valle del Tennessee, portando con sé piogge record che hanno innescato alluvioni lampo e frane lungo i Monti Appalachi meridionali.

 

Entro sabato 28 settembre, si contavano almeno 52 decessi attribuibili all’uragano, distribuiti in sei stati. La contea di Pinellas, in Florida, è stata una delle aree più colpite, con undici morti, causati principalmente dalle inondazioni che hanno sommerso le case durante l’evacuazione obbligatoria. Le spiagge di Pinellas sono state duramente colpite, e i soccorritori hanno dovuto eseguire controlli porta a porta a causa dell’enorme mole di emergenze – oltre 1.500 chiamate – che non potevano essere gestite immediatamente. Altri decessi sono stati causati da alluvioni interne improvvise, cadute di alberi e incidenti stradali legati alla tempesta.

 

Nonostante Helene non abbia generato un numero eccezionale di tornado, i dati preliminari riportano almeno 21 tornado segnalati tra il 25 e il 27 settembre, associati alle forti precipitazioni che hanno preceduto l’arrivo dell’uragano. Le inondazioni più gravi si sono verificate nella parte occidentale della North Carolina, dove sabato molte strade erano ancora impraticabili o distrutte, e gran parte della popolazione rimaneva senza elettricità o copertura cellulare.

 

Uno degli effetti più devastanti dell’uragano è stato il livello record raggiunto dal fiume French Broad ad Asheville, che venerdì pomeriggio ha toccato i 7,51 metri, superando il precedente record stabilito dall’uragano del 1916. Questo picco storico evidenzia la gravità delle inondazioni causate da Helene.

 

Fino a sabato, circa tre milioni di persone erano ancora senza energia elettrica. Helene si è fusa con una bassa pressione nella Valle del Mississippi, trasformandosi in un ciclone post-tropicale nel Kentucky durante il fine settimana.

Le conseguenze di questo disastro, dalle mareggiate senza precedenti alle piogge torrenziali, riflettono in modo drammatico gli effetti dei cambiamenti climatici.

 

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