Nel campo della ricerca sull’Alzheimer, è stata compiuta una scoperta rivoluzionaria presso l’Università di Leeds, con la pubblicazione dei risultati sulla rivista Nature. Gli scienziati hanno mappato le strutture molecolari del cervello umano utilizzando la tomografia crioelettronica, concentrandosi sulle proteine β-amiloide e tau, che sono associate alla demenza. Questo studio offre nuove prospettive per lo sviluppo di terapie mirate contro le malattie neurologiche.
Per la prima volta, è stata rivelata la struttura molecolare delle proteine all’interno di un cervello umano, grazie al cervello donato da un paziente affetto da Alzheimer. La ricerca ha impiegato la microscopia a fluorescenza per esplorare in dettaglio queste proteine, che sono i blocchi molecolari fondamentali della vita e sono mille volte più piccole di un granello di riso.
Le immagini tridimensionali ottenute hanno permesso di osservare la disposizione delle proteine β-amiloide, che formano placche microscopiche appiccicose, e della proteina tau, che in caso di Alzheimer forma filamenti anormali che crescono all’interno delle cellule e si diffondono in tutto il cervello. Questi filamenti sono stati visualizzati in dettaglio, mostrando come le amiloidi sono organizzate e rivelando nuove strutture molecolari intrecciate all’interno di questa patologia cerebrale.
L’impatto di queste strutture molecolari sulla malattia di Alzheimer è significativo, poiché si ritiene che le placche di β-amiloide e i filamenti tau anormali interrompano la comunicazione cellulare, portando a sintomi come perdita di memoria e confusione, oltre alla morte cellulare. La demenza rappresenta la principale causa di morte nel Regno Unito, con l’Alzheimer come forma più comune.
Il Dr. Rene Frank, autore principale dello studio e professore associato alla School of Biology dell’Università di Leeds, ha sottolineato che questa nuova comprensione delle strutture molecolari offre ulteriori indizi sui processi proteici nell’Alzheimer e definisce un approccio sperimentale che può essere applicato per comprendere meglio una vasta gamma di altre gravi malattie neurologiche.
Questo studio, realizzato in collaborazione con scienziati dell’Amsterdam UMC, Zeiss Microscopy e l’Università di Cambridge, fa parte di nuovi sforzi dei biologi strutturali per studiare le proteine direttamente all’interno delle cellule e dei tessuti, il loro ambiente nativo. Si spera che, a lungo termine, l’osservazione dell’interazione delle proteine all’interno dei tessuti possa accelerare l’identificazione di nuovi bersagli per terapie e diagnosi basate sui meccanismi della prossima generazione.