Perché la bottiglia di vetro di succo d’arancia danneggia il pianeta? La spiegazione da una nuova ricerca
Uno studio condotto dall’ Università del Massachusetts Amherst ha sfatato la convinzione diffusa secondo cui il vetro sarebbe il materiale più sostenibile per l’imballaggio del succo d’arancia, evidenziando invece i cartoni come la scelta migliore. È emerso che il prezzo influisce maggiormente sulle decisioni dei consumatori rispetto alle affermazioni sulla sostenibilità, sottolineando l’importanza di un imballaggio sostenibile accessibile. Si è messo in luce che ridurre lo spreco alimentare ha un impatto maggiore sulla sostenibilità rispetto alla scelta dell’imballaggio.
L’indagine dell’UMass Amherst mirava a migliorare la comprensione, da parte dell’industria alimentare, delle attitudini dei consumatori verso gli imballaggi eco-compatibili e a indirizzare i consumatori verso opzioni più rispettose dell’ambiente.
Il nuovo studio ha rivelato che, sebbene i consumatori preferiscano il vetro per la sua presunta sostenibilità, in realtà i cartoni rappresentano l’opzione di imballaggio più efficiente dal punto di vista energetico e sostenibile per il succo d’arancia monodose.
Nomzamo Dlamini, candidata al dottorato in scienze alimentari e recente borsista Fulbright presso l’università di Pretoria in Sudafrica studiando nel laboratorio della professoressa assistente Alissa Nolden all’UMass Amherst, è stata sorpresa dai risultati della valutazione del ciclo di vita mostrando che produrre e riciclare vetro richiede molta più energia rispetto alla plastica o ad altri materiali.
I risultati dello studio indicano che le implicazioni ambientali della produzione e dello smaltimento finale del vetro sono maggiori rispetto alla plastica ; quest’ultima essendo più leggera richiede meno energia per essere trasportata. Inoltre, il processo di sigillatura asettica dei contenitori in plastica utilizza vapore ed è meno energivoro rispetto al sistema usato per il vetro.
Lo scopo principale dello studio era comprendere le motivazioni dietro le scelte degli imballaggi da parte dei consumatori considerando anche prezzo, stile di vita ed altre attitudini. I dati raccolti possono aiutare gli esperti dell’industria a capire cosa pensano i consumatori e come educarli a fare scelte più sostenibili.
Dlamini spiega: ”Abbiamo progettato un questionario usando un metodo chiamato analisi congiunta che simula una situazione reale dove ti vengono presentate varie opzioni tra cui devi scegliere.”
Nonostante molti consumatori esprimessero l’intenzione di acquistare imballaggi sostenibili, alla fine il fattore motivante principale era il prezzo – particolarmente quello più basso – seguito dal tipo di imballo e dalle dichiarazioni sul prodotto o sul packaging stesso.
