Nuove strategie per combattere la demenza: i 14 fattori di rischio controllabili

Nuove strategie per combattere la demenza: i 14 fattori di rischio controllabili

Un recente studio del Lancet Commission del 2024 ha identificato la perdita della vista e l’ alto livello di colesterolo LDL come nuovi fattori di rischio per il demenza , aggiungendosi ad altri 12 precedentemente riconosciuti. Il rapporto sottolinea l’importanza della gestione precoce e continua di questi fattori, inclusi quelli con predisposizione genetica alla demenza, proponendo 13 raccomandazioni rivolte sia agli individui che ai governi per mitigare i rischi.

Queste raccomandazioni includono la gestione della perdita dell’udito e della vista, il mantenimento dell’attività cognitiva e sociale, l’utilizzo di protezioni per la testa negli sport, la gestione dei rischi vascolari come il colesterolo e il diabete, il miglioramento della qualità dell’aria e la promozione di comunità di supporto. La ricerca condotta in Inghilterra suggerisce che attuando queste misure si potrebbero risparmiare circa 4 miliardi di sterline affrontando fattori di rischio quali consumo eccessivo di alcol, traumi cranici, inquinamento atmosferico, fumo, obesità ed ipertensione.

Il rapporto aggiunge due nuovi fattori che insieme rappresentano il 9% dei casi globali: circa il 7% attribuibile a elevati livelli di colesterolo LDL a partire dai 40 anni , ed il 2% a perdite visive non trattate nella tarda età. Questi si sommano ai precedenti 12 identificati nel report del Lancet del 2020 (basso livello educativo iniziale, deficit uditivo, alta pressione sanguigna ecc.), collegati al 40% dei casi totali.

I fattori con maggiore impatto sulla popolazione globale risultano essere i deficit uditivi ed alti livelli di colesterolo LDL (7% ciascuno), seguiti da basso livello educativo nei primi anni vita ed isolamento sociale nella tarda età (5% ciascuno).

Il documento evidenzia un urgente bisogno globale nel ridurre i rischi legati alla demenza data l’invecchiamento rapido della popolazione mondiale; si prevede infatti un triplicarsi delle persone affette da demenza entro il 2050 , passando dai 57 milioni del 2019 ai 153 milioni . I costi sanitari e sociali legati alla demenza sono stimati oltre 1 trilione di dollari annui.

Nonostante alcuni paesi ad alto reddito mostrino una diminuzione proporzionale degli anziani con demenza grazie all’aumento delle capacità cognitive fisiche durante tutto l’arco della vita e meno danneggiamenti vascolari dovuti a miglioramenti nell’assistenza sanitaria e cambiamenti nello stile vita; moltissimi piani nazionali sulla demenza non includono ancora raccomandazioni specifiche riguardanti diversità o inclusività culturale ed etnica nelle popolazioni più vulnerabili.

Il report invoca azioni preventive più incisive soprattutto nei paesi a basso-medio reddito dove le disuguaglianze nei comportamenti salutistici sono maggiormente pronunciate. Le politiche preventive possono avere benefici significativamente superiori ai costi associati se implementate su scala globale.