Il cielo dà spettacolo! Stelle cadenti delle Perseidi e staordinarie aurore insieme questo weekend

Il cielo dà spettacolo! Stelle cadenti delle Perseidi e staordinarie aurore insieme questo weekend

Nel corso del fine settimana, gli appassionati di astronomia potrebbero assistere a un fenomeno celeste straordinario, grazie all’intensificarsi dell’attività solare che ha indotto il Centro di Previsione del Clima Spaziale della NOAA a emettere un avviso di tempesta geomagnetica per il 9 e 10 agosto. Questo evento coincide quasi perfettamente con l’apice della pioggia di meteoriti delle Perseidi , previsto tra l’11 e la mattina presto del 12 agosto.

Se le condizioni moderate G2 previste si verificano, è possibile che le aurore siano visibili negli Stati Uniti fino a New York e Idaho, mentre in Europa a latitudini un po’ più elevate. Anche se gli avvisi per tempeste geomagnetiche di questo livello non sono rari, possono comunque generare spettacolari visualizzazioni delle luci nordiche. Ad esempio, una recente tempesta G1 — meno intensa rispetto a una G2 — ha già prodotto magnifiche aurore negli Stati Uniti, in Canada e in Europa. Inoltre, anche senza raggiungere le condizioni di tempesta geomagnetica, una forte subtempesta solare può dar luogo a notevoli aurore.

Le tempeste geomagnetiche vengono classificate dalla NOAA mediante una scala G che misura l’intensità delle stesse; questa scala va da G5 (la classe più estrema) fino alla classe minore G1. L’avviso recentemente emesso dalla NOAA è attualmente classificato come tempesta di classe G2.

L’emissione dell’avviso è stata provocata da due getti di plasma e campo magnetico noti come espulsioni di massa coronale (CME) eruttate dal sole il 7 agosto e ora dirette verso la Terra. Secondo le previsioni del Centro di Previsione del Clima Spaziale della NOAA, si prevede che queste CME arriveranno tra la sera del 9 agosto e il giorno seguente.

È importante sottolineare quanto sia difficile prevedere l’esatto momento dell’arrivo delle CME poiché la meteorologia spaziale può essere imprevedibile e difficile da pronosticare tanto quanto quella terrestre.

Anche se una CME dovesse colpire la Terra, l’impatto sulle aurore dipenderà dall’allineamento del campo magnetico all’interno della CME stessa. Se tale allineamento favorisce la connessione con la magnetosfera terrestre orientata verso nord, potrebbe risultare in spettacolari visualizzazioni delle luci nordiche; al contrario se la magnetosfera “chiude la porta” alla CME i cacciatori d’aurora potrebbero rimanere delusi.

Quando si consultano i dati sulla meteorologia spaziale, è cruciale prestare attenzione al Campo Magnetico Interplanetario (IMF), specialmente al valore Bz che indica l’orientamento nord-sud dell’IMF: per una forte connessione con la magnetosfera terrestre orientata verso nord è necessario che Bz sia orientato verso sud.

In caso ci troviamo in condizioni geomagnetiche favorevoli durante questi eventi celesti imminenti, le interazioni tra i gas nell’atmosfera terrestre ed i ioni trasportati dalle CME possono scatenare tempeste geomagnetiche durante cui viene rilasciata energia sotto forma di luce: questo fenomeno è noto come luci boreali o aurora borealis nell’emisfero settentrionale e aurora australis nel meridionale.