Dopo l’ISS: inizia l’era delle stazioni spaziali private

Dopo l’ISS: inizia l’era delle stazioni spaziali private

La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) , iniziata nel novembre 1998 e completata nel luglio 2011, rappresenta la più grande struttura costruita dall’uomo nello spazio, con un peso di oltre 408.233 kg e una lunghezza paragonabile a quella di un campo da calcio. Nonostante le sue dimensioni imponenti, l’ISS mostra segni di invecchiamento, come dimostrano le perdite di pressione e i problemi di controllo dell’atteggiamento verificatisi nel 2021. Questi problemi sottolineano la necessità di manutenzione continua, che comporta costi operativi e di manutenzione annui per circa 1,1 miliardi di dollari su un budget totale di 3 miliardi .

Nel 2021, la NASA ha avviato un processo di transizione verso il settore privato per le operazioni in orbita terrestre bassa (LEO), stipulando accordi CLD (Commercial Low Earth Orbit Destinations) con tre aziende: la partnership tra Blue Origin e Sierra Space (Orbital Reef), la joint venture tra Voyager Space, Airbus, Mitsubishi Corporation e MDA Space (Starlab), e Northrop Grumman. Quest’ultimo si è ritirato nel 2022, unendosi all’offerta di Voyager Space.

Parallelamente, la NASA ha contrattato Axiom Space per sviluppare una stazione spaziale che inizialmente sarà agganciata all’ISS e successivamente opererà in modo indipendente. Questi sviluppi si inseriscono in un contesto di competizione internazionale, come evidenziato durante un’udienza del Congresso americano nel febbraio di quest’anno, dove è stata sottolineata la presenza di una stazione spaziale cinese , Tiangong, che dal 2021 ospita taikonauti e ricerca internazionale.

Jeffrey Manber di Voyager Space ha illustrato l’importanza di sviluppare stazioni spaziali private come Starlab, che riceverà un finanziamento di 217 milioni di dollari dalla NASA. Queste iniziative mirano a garantire un programma spaziale robusto ed economicamente efficiente, con l’obiettivo di creare una stazione spaziale commerciale veramente internazionale.

Tuttavia, la sostenibilità di tali stazioni spaziali rimane una questione aperta, con sfide significative relative al finanziamento e alla sicurezza. La NASA intende mantenere l’operatività dell’ISS fino al 2030, con il supporto di Europa, Giappone e Canada, mentre la Russia ha previsto un impegno solo fino al 2028, con piani per una propria stazione separata.

In questo scenario, la vigilanza sulla sicurezza e lo sviluppo di piattaforme private con equipaggio sono cruciali per il futuro delle attività americane in LEO, con la NASA che continua a svolgere un ruolo chiave nel finanziamento e nel supporto di queste iniziative. La questione di come gestire le richieste di finanziamento concorrenti rimane un punto di discussione importante per il futuro dell’esplorazione spaziale.