Nel corso di una recente ricerca pubblicata su Science Advances, un team dell’Università di CU Boulder ha esplorato il ruolo degli endogeni retrovirus (ERV) nello sviluppo del cancro. Questi frammenti di DNA, residui di antiche infezioni virali nei nostri antenati primati, costituiscono circa l’8% del nostro genoma. Nonostante siano stati a lungo considerati DNA “spazzatura”, incapaci di causare danni, le nuove scoperte suggeriscono che possono influenzare significativamente la salute umana moderna.
Gli ERV possono attivarsi e influenzare l’espressione genica nelle cellule circostanti. In particolare, la ricerca ha identificato una specifica linea di ERV, denominata LTR10, che si è dimostrata sorprendentemente attiva in diversi tipi di tumori, inclusi quelli polmonari e del colon. Analizzando i dati genomici provenienti da 21 tipologie diverse di cancro umano e campioni tumorali da pazienti con cancro colorettale, è emerso che LTR10 era attivo in circa un terzo dei casi esaminati.
Utilizzando strumentazioni avanzate come il CRISPR per editare o silenziare queste sequenze virali nel DNA delle cellule tumorali, i ricercatori hanno osservato una riduzione dell’attività dei geni promotori del tumore, tra cui XRCC4. Questa manipolazione ha anche migliorato l’efficacia dei trattamenti mirati alla riduzione dei tumori nei modelli animali.
L’analisi ha rivelato che gli ERV possono agire come interruttori molecolari che attivano percorsi cellulari critici per lo sviluppo del cancro; uno dei più notevoli è il percorso della MAP-chinasi. Gli inibitori della MAP-chinasi già utilizzati nella terapia oncologica potrebbero quindi esercitare parte della loro azione disabilitando questi interruttorii derivanti dagli ERV.
La ricerca suggerisce non solo un nuovo bersaglio terapeutico nel trattamento del cancro ma apre anche la possibilità che altri problemmi sanitari possano essere correlati all’attivazione degli ERV a causa dell’indebolimento delle difese genomiche con l’avanzamento dell’età.
Questo studio non solo illumina ulteriormente le complesse interazioni tra virus antichi e salute umana ma pone anche le basì per future indagini sul potenziale impatto degli ERV su altre patologie oltre al cancro.