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      Home » Meteo: l’impatto de La Niña ad Agosto causerà conseguenze serie
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      Meteo: l’impatto de La Niña ad Agosto causerà conseguenze serie

      Dopo El Niño, ecco La Niña sulla quale si fa affidamento per l'allentamento del caldo record globale

      Paola Conti
      Paola Conti
      Pubblicato: 22/07/2024
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      4 Min Lettura
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      Si aEl Niño, noto per i suoi effetti sul meteo globale, ha causato condizioni estreme per un anno intero. Josh Willis, oceanografo della NASA, ha osservato che, pur rilevante, questo El Niño non raggiunge l’intensità dei maggiori eventi degli ultimi trent’anni. Willis monitora le variazioni del livello del mare, che si eleva con l’acqua calda e si abbassa con quella fredda.

      Contents
      • Lunghissimo El Niño cede ora il passo a La Niña
      • Si attendono ripercussioni crescenti fra Autunno e Inverno

       

      Conseguenze de La Niña rinviate a dopo l'Estate
      Cambiamento di scenario nei prossimi mesi, sulla scia de La Niña

      A dicembre, le temperature superficiali del mare nella zona tropicale del Pacifico erano superiori di 2°C rispetto alla media del periodo 1991-2020, secondo il NOAA’s Climate Prediction Center. Ora c’è uno scenario che inizia a mostrare un raffreddamento.

       

      Nel Pacifico orientale, la superficie oceanica subisce raffreddamenti e riscaldamenti ciclici, influenzati dalla forza degli alisei. Questo è parte del fenomeno noto come oscillazione meridionale di El Niño (ENSO). Questi cambiamenti influenzano la circolazione atmosferica, alterando le precipitazioni e causando siccità in diverse regioni.

       

      Lunghissimo El Niño cede ora il passo a La Niña

      Nonostante non abbia raggiunto l’intensità degli eventi storici del 1997-1998 e del 2015-2016, questo El Niño ha scatenato una serie di grosse alterazioni climatiche a livello globale. In Africa, le precipitazioni irregolari hanno causato siccità nel sud e inondazioni devastanti nel Corno d’Africa. Anche l’Amazzonia ha sofferto una grave siccità, risultando in vasti incendi. Negli Stati Uniti, El Niño ha contribuito a precipitazioni intense sulla costa occidentale e a una ridotta copertura di ghiaccio sui Grandi Laghi, mentre in Indonesia si sono verificati incendi.

       

      El Niño spesso si manifesta durante gli anni più caldi, contribuendo a stabilire nuovi record di temperatura globale. Le elevate temperature superficiali del mare, combinate con il riscaldamento a lungo termine dovuto ai gas serra, hanno portato ai ripetuti record di calore nel 2023. Questo periodo di temperature record, durato un anno intero, è stato il più lungo mai registrato, superando il precedente record di sette mesi durante l’El Niño del 2015-2016.

       

      Con il rafforzamento degli alisei orientali a maggio 2024, le temperature superficiali del mare sono tornate alla normalità nel Pacifico orientale. Il NOAA’s Climate Prediction Center prevede che queste condizioni neutre perdureranno fino ad agosto, con una probabilità del 70% che emerga La Niña, influenzando il meteo dell’ultima parte dell’anno fino all’inverno dell’emisfero settentrionale.

       

      Si attendono ripercussioni crescenti fra Autunno e Inverno

      Questo nuovo schema climatico potrebbe portare ulteriori anomalie fino in Europa e Italia, riducendo la calura eccessiva nel medio termine. Tuttavia, il nostro Pianeta sta vivendo una lunga fase di riscaldamento, e gli scienziati prevedono temperature sempre più elevate. La Niña potrebbe intensificare l’instabilità atmosferica globale, favorendo tempeste oceaniche più intense che potrebbero estendersi fino al Mediterraneo durante l’autunno e l’inverno.

       

      Nel frattempo, l’eredità di El Niño ci lascia con oceani più caldi e un’umidità atmosferica superiore alla media, alimentando l’energia disponibile per eventi meteorologici estremi. Agosto 2024, senza ancora una significativa influenza de La Niña, vedrà l’Italia e il Mediterraneo, così come ampie aree dell’Europa, affrontare ondate di calore intense, spinte dall’espansione dell’anticiclone africano, un vero e proprio mostro atmosferico che potrebbe innescare periodi di caldo estremo e persistente.

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      TAG:caldoLa Ninariscaldamento globale
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