Il nuovo razzo Ariane 6 dell’Europa ha effettuato il suo primo volo ieri 9 luglio 2024, decollando dallo Spaceport europeo a Kourou, nella Guyana francese, alle 21:01 ora italiana. Questo lancio segna un momento cruciale per l’Europa, che si è trovata priva della capacità di lanciare grandi satelliti con vettori propri dopo il ritiro dell’Ariane 5, il predecessore dell’Ariane 6, che ha cessato le operazioni l’anno scorso.
Il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Josef Aschbacher, ha enfatizzato l’importanza storica di questo evento, dichiarando che l’Ariane 6 “porterà l’Europa nello spazio”. Il razzo è stato sviluppato dalla ArianeGroup, una compagnia francese, e viene gestito dalla sua sussidiaria Arianespace per conto dell’ESA. Il primo stadio del razzo è alimentato da un motore Vulcain 2.1, mentre il secondo stadio utilizza un motore Vinci, entrambi evoluzioni delle tecnologie usate nell’Ariane 5.
L’Ariane 6 è disponibile in due varianti: l’A62, con due booster a propellente solido, e l’A64, con quattro. Queste configurazioni permettono al razzo di trasportare rispettivamente circa 10,3 tonnellate e 21,6 tonnellate in orbita terrestre bassa (LEO). Questa capacità di carico è comparabile a quella dell’Ariane 5, ma a circa la metà del costo, grazie a miglioramenti nella produzione e altre innovazioni. Tuttavia, i costi specifici per lancio rimangono incerti, con stime che suggeriscono un prezzo di base per un lancio dell’Ariane 6 intorno ai 75 milioni di euro.
Nonostante la competitività del prezzo, è importante notare che gli stati membri dell’ESA si sono impegnati a sussidiare l’Ariane 6 con contributi annuali tra i 290 e 340 milioni di euro fino al 2031, il che potrebbe influenzare il costo effettivo per lancio.
L’Ariane 6, a differenza del Falcon 9 di SpaceX, che è parzialmente riutilizzabile, è un razzo sacrificabile. Questa scelta è giustificata dal basso numero di lanci previsti annualmente, che non renderebbero economicamente vantaggiosa la riutilizzabilità. L’ESA prevede che l’Ariane 6 effettuerà un massimo di dieci voli all’anno per il futuro prevedibile.
Nel suo volo inaugurale, l’Ariane 6 ha trasportato nove cubesat, che sono stati dispiegati a circa 600 chilometri sopra la Terra. Tra questi, due fanno parte dell’esperimento CURIE della NASA, che mira a determinare l’origine delle onde radio solari misteriose. Altri cubesat a bordo svolgeranno una varietà di ricerche, dall’osservazione della Terra alla misurazione dei raggi gamma altamente energetici.
Inoltre, il volo odierno ha incluso diverse sperimentazioni scientifiche montate sul secondo stadio del razzo, che, insieme a due capsule sperimentali di rientro, dimostreranno la loro capacità di sopravvivere al rientro nell’atmosfera terrestre. Questa strategia di smaltimento è parte integrante del design dell’Ariane 6, contribuendo a mitigare il problema dei detriti spaziali.