La sorprendente verità sugli alimenti ultra-processati: ridefinire salute e nutrizione
Un recente studio ha messo in discussione l’efficacia del livello di processazione degli alimenti come indicatore della qualità della dieta . La ricerca ha confrontato due diete occidentali, una basata su alimenti minimamente processati e l’altra su alimenti ultra-processati , entrambe classificate secondo il sistema NOVA. I risultati hanno mostrato che entrambe le diete presentavano punteggi nutrizionali simili, nonostante la dieta a base di alimenti minimamente processati fosse significativamente più costosa e avesse una durata di conservazione inferiore.
Il costo giornaliero per persona della dieta con alimenti minimamente processati era di 34,87 euro, mentre quello della dieta con alimenti ultra-processati era di 13,53 euro. Inoltre, il tempo medio prima della scadenza degli alimenti nella dieta minimamente processata era di 35 giorni, rispetto ai 120 giorni della dieta ultra-processata.
Questi dati suggeriscono che la qualità nutrizionale di una dieta non può essere valutata semplicemente in base al livello di processazione degli alimenti. Infatti, alcuni alimenti confezionati ricchi di nutrienti possono essere classificati come ultra-processati, come la mela senza zuccheri aggiunti, il latte ultrafiltrato e alcuni tipi di uova liquide e pomodori in scatola.
L’ Indice di Alimentazione Sana (HEI) per entrambe le diete era circa 43 su 100, indicando una scarsa aderenza alle linee guida dietetiche americane. Questo dimostra che è possibile costruire una dieta di bassa qualità sia con alimenti semplici sia con alimenti ultra-processati.
In conclusione, i risultati dello studio indicano che la costruzione di una dieta nutriente richiede una valutazione più complessa che non si limita alla considerazione del livello di processazione degli alimenti. Le definizioni di alimenti “ultra-processati” e “minimamente processati” necessitano di ulteriori chiarimenti da parte della comunità scientifica nutrizionale.
