Con il successo della missione lunare, il programma spaziale cinese mira a sfidare gli USA

Con il successo della missione lunare, il programma spaziale cinese mira a sfidare gli USA

Il 25 giugno 2024 ha segnato un nuovo traguardo nella storia dell’esplorazione spaziale. La sonda robotica cinese Chang’e 6 ha riportato sulla Terra circa 1,9 kg di rocce e suolo dal bacino polo sud-Aitken, una vasta area sulla Luna, dopo essere atterrata sul bordo meridionale del cratere Apollo, situato sul lato nascosto del satellite. Questa missione è stata gestita dall’Amministrazione Spaziale Nazionale Cinese (CNSA).

Il polo sud lunare è stato designato come sito per la futura Stazione Internazionale di Ricerca Lunare (ILRS) , guidata dalla Cina. Questo progetto internazionale vede la partecipazione di diversi paesi tra cui Russia, Venezuela, Sud Africa ed Egitto, e viene coordinato da un’agenzia spaziale internazionale ad hoc.

La Cina ha delineato un piano strategico mirato a sviluppare un’economia spaziale e a posizionarsi come leader mondiale nel settore. L’obiettivo è esplorare e sfruttare le risorse minerarie degli asteroidi e di corpi celesti come la Luna, utilizzando risorse spaziali come il ghiaccio d’acqua.

L’agenda cinese prevede inizialmente l’esplorazione della Luna, poi degli asteroidi vicini alla Terra (NEO), per poi passare a Marte, agli asteroidi della fascia principale tra Marte e Giove, e infine alle lune di Giove, sfruttando i punti di Lagrange come basi stabili per le stazioni spaziali.

La missione Chang’e 7 , prevista per il 2026, mira ad atterrare sul bordo illuminato del cratere Shackleton, vicino al polo sud lunare. Questa zona è particolarmente vantaggiosa non solo per l’illuminazione costante, che facilita l’accesso, ma anche per le vaste riserve di ghiaccio d’acqua nei crateri ombreggiati, risorse cruciali per la costruzione e il funzionamento dell’ILRS, poiché l’acqua può essere utilizzata per bere, produrre ossigeno e come carburante per razzi.

La missione successiva, Chang’e 8 , prevista non prima del 2028, mira all’estrazione di ghiaccio e altre risorse per dimostrare la fattibilità del supporto a un avamposto umano. Entrambe le missioni sono considerate parte integrante dell’ILRS e rappresentano un passo importante nel programma di esplorazione cinese.

Parallelamente, gli Stati Uniti, attraverso gli Accordi Artemis del 2020, cercano ulteriori partner internazionali per stabilire come utilizzare le risorse lunari. Nonostante alcuni ritardi tecnici, il programma Artemis prevede di riportare gli astronauti sulla Luna entro questo decennio, con la missione Artemis 3 pianificata non prima del settembre 2026.

La stazione spaziale cinese Tiangong , operativa a un’altitudine media di 400 km, è destinata a essere permanentemente abitata da almeno tre taikonauti entro la fine del decennio, mentre la Stazione Spaziale Internazionale sarà dismessa.

In questo contesto di rinnovato interesse geopolitico per l’esplorazione spaziale, è probabile che le missioni Artemis 3 degli USA e Chang’e 7 e 8 della Cina convergano verso lo stesso punto vicino al cratere Shackleton, suggerendo una possibile nuova era di diplomazia spaziale, dove le superpotenze, insieme ai loro partner, potrebbero dover concordare principi comuni per l’esplorazione lunare.