
(METEOGIORNALE.IT) Il motivo di tale iniziativa risiede nelle connotazioni negative legate a certi nomi di specie, che sono diventate particolarmente inaccettabili alla luce delle conoscenze storiche del XXI secolo. Un esempio emblematico è il termine “Caffra”, usato in passato durante l’apartheid in Sud Africa per indicare in modo dispregiativo le persone di colore. Questo termine, carico di un retaggio razzista e di una presunta superiorità bianca, verrà sostituito dalla radice “Afr”, per mantenere il riferimento all’origine africana delle specie, pur eliminandone l’accezione razzista. Così, specie come l’Erythrina Caffra e il Dovyalis Caffra saranno rispettivamente rinominate in Erythrina Afr e Dovyalis Afr.
Questa riforma nomenclaturale è stata accolta con soddisfazione da più del 60% dei botanici presenti, i quali vedono in essa un progresso significativo. Tuttavia, non mancano critiche e preoccupazioni, in quanto alcuni temono che tali cambiamenti possano generare confusione e complicazioni in vari settori, non solo in quello botanico.
Oltre ai nomi con connotazioni razziste, sono sotto esame anche denominazioni che rendono omaggio a figure storiche legate alla schiavitù o contrarie alla sua abolizione. Ad esempio, l’Hibbertia, un fiore giallo originario dell’Australia, deve il suo nome a George Hibbert, noto esponente del lobbyismo pro-schiavistico britannico.
Per gestire efficacemente questa transizione, verrà istituita una commissione speciale incaricata di supervisionare l’assegnazione dei nuovi nomi a partire dal 1° gennaio 2026. Questo processo è visto da alcuni come un passo importante verso il riconoscimento e la risoluzione di problematiche storiche, sebbene la Commissione Internazionale di Nomenclatura Zoologica al momento si opponga a cambiamenti simili per i nomi degli animali. (METEOGIORNALE.IT)
