Campioni dell'asteroide Bennu rivelano gli ingredienti originali del sistema solare e le potenziali origini della vita

Campioni dell'asteroide Bennu rivelano gli ingredienti originali del sistema solare e le potenziali origini della vita

La missione OSIRIS-REx della NASA ha riportato un campione dall’asteroide Bennu, rivelando che contiene materiali fondamentali del sistema solare e possibili indizi di un passato acquoso. Questa scoperta offre spunti preziosi sulle condizioni del sistema solare primordiale e sulle potenziali origini della vita.

Un’analisi approfondita del campione di rocce e polvere restituito dall’asteroide Bennu ha rivelato alcune sorprese attese da tempo. Bennu contiene gli ingredienti originali che hanno formato il nostro sistema solare. La polvere dell’asteroide è ricca di carbonio e azoto, così come di composti organici, tutti componenti essenziali per la vita come la conosciamo. Il campione contiene anche fosfato di sodio magnesio, una scoperta inaspettata per il team di ricerca, poiché non era stato rilevato nei dati di telerilevamento raccolti dalla navicella spaziale su Bennu. La sua presenza nel campione suggerisce che l’asteroide potrebbe essersi distaccato da un antico mondo oceanico primitivo ormai scomparso.

Il contenitore del campione della missione OSIRIS-REx è stato visto poco dopo l’atterraggio nel deserto il 24 settembre 2023, presso il Utah Test and Training Range del Dipartimento della Difesa. Il campione è stato raccolto dall’asteroide Bennu nell’ottobre 2020 dalla navicella spaziale OSIRIS-REx della NASA.

L’analisi del campione di Bennu ha svelato intuizioni intriganti sulla composizione dell’asteroide. Dominato da minerali argillosi, in particolare serpentina, il campione riflette il tipo di roccia trovato nelle dorsali oceaniche terrestri, dove il materiale del mantello, lo strato sotto la crosta terrestre, incontra l’acqua. Questa interazione tra l’acqua oceanica e i materiali del mantello terrestre porta alla formazione di argilla e dà origine a una varietà di minerali tra cui carbonati, ossidi di ferro e solfuri di ferro. Ma la scoperta più inaspettata nel campione di Bennu è la presenza di fosfati solubili in acqua. Questi composti sono componenti della biochimica per tutta la vita conosciuta sulla Terra oggi.

Un fosfato simile è stato trovato nel campione dell’asteroide Ryugu consegnato dalla missione Hayabusa2 dell’Agenzia Giapponese di Esplorazione Aerospaziale nel 2020. Tuttavia, il fosfato di sodio magnesio rilevato nel campione di Bennu si distingue per la mancanza di inclusioni, che sono come piccole bolle di altri minerali intrappolati all’interno della roccia, e per la dimensione dei suoi grani, senza precedenti in qualsiasi campione di meteorite.

Il ritrovamento di fosfati di sodio magnesio nel campione di Bennu solleva questioni sui processi geochimici che hanno portato questi elementi insieme, fornendo indizi preziosi sulle condizioni storiche di Bennu. La presenza e lo stato dei fosfati, insieme ad altri elementi e composti su Bennu, suggeriscono un passato acquoso per l’asteroide, che potrebbe essere stato in passato parte di un mondo più umido. Tuttavia, questa ipotesi richiede ulteriori indagini.

Nonostante la sua possibile storia di interazione con l’acqua, Bennu rimane un asteroide chimicamente primitivo, con proporzioni elementari molto simili a quelle del sole. Il campione restituito è attualmente il più grande serbatoio di materiale asteroidale inalterato sulla Terra. La composizione dell’asteroide offre uno spaccato dei primi giorni del nostro sistema solare, oltre 4,5 miliardi di anni fa. Le rocce hanno mantenuto il loro stato originale, non essendo né fuse né risolidificate dalla loro creazione, confermando la loro natura pristina e origini antiche.

Il team ha anche confermato che l’asteroide è ricco di carbonio e azoto. Questi elementi sono cruciali per comprendere gli ambienti da cui provengono i materiali di Bennu e i processi chimici che hanno trasformato elementi semplici in molecole complesse, gettando le basi potenziali per la vita sulla Terra.