
(METEOGIORNALE.IT) La ricerca ha utilizzato una tecnica innovativa chiamata covarianza di eddy, installata sui pennoni delle navi, per misurare direttamente gli scambi di CO2 tra aria e mare durante sette crociere di ricerca nella regione antartica. Questo metodo ha permesso di rilevare che, durante l’estate australe, l’Oceano Antartico assorbe quantità di CO2 significativamente maggiori rispetto a quanto indicato dai dati indiretti raccolti tramite le misurazioni da nave e dai modelli biogeochimici globali.
Le discrepanze tra le stime precedenti e i nuovi dati possono essere attribuite a variazioni di temperatura nell’oceano superficiale e a una risoluzione limitata dei modelli precedenti, che non tenevano conto di eventi intensi e localizzati di assorbimento di CO2. Questi risultati suggeriscono che l’Oceano Antartico potrebbe essere un serbatoio di CO2 più potente di quanto si pensasse, svolgendo un ruolo cruciale nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.
Il dottor Yuanxu Dong, autore principale dello studio e membro del Centro per le Scienze Oceaniche e Atmosferiche dell’UEA, attualmente affiliato al GEOMAR Helmholtz Centre for Ocean Research Kiel grazie a una borsa di studio della Fondazione Humboldt, ha enfatizzato l’importanza di questi risultati per una quantificazione accurata dell’assorbimento di CO2 dell’Oceano Antartico. Ha inoltre raccomandato che le future stime includano aggiustamenti per la temperatura e una modellazione e ricostruzione ad alta risoluzione.
Il team di ricerca, che includeva scienziati degli istituti Alfred Wegener e Max Planck in Germania, l’Istituto Marino delle Fiandre in Belgio e l’Università delle Hawaii negli Stati Uniti, ha esaminato le incongruenze nelle stime esistenti degli scambi di CO2, utilizzando osservazioni di covarianza di eddy per valutare i diversi set di dati.
Questi risultati non solo migliorano la nostra comprensione dell’assorbimento di CO2 nell’Oceano Antartico ma indicano anche la necessità di continuare a sviluppare tecniche di misurazione per monitorare accuratamente i cambiamenti climatici in corso e prevedere le future variazioni. (METEOGIORNALE.IT)
