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Meteo, Africa su ITALIA a causa di El Niño. Ma il Nord Italia rischia un’Estate 2014 verso il Sud

Meteo Italia: gli effetti del fenomeno La Niña dopo la conclusione di El Niño

Federico De Michelis di Federico De Michelis
22 Giu 2024 - 18:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Alla Prima Pagina Meteo, Cambiamento climatico
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(METEOGIORNALE.IT) Recentemente, il fenomeno meteo di El Niño ha avuto un termine. Secondo gli scienziati dell’Ufficio Australiano di Meteorologia, questa conclusione è stata confermata. Il Pacífico ha mostrato un raffreddamento “sostanziale”, secondo i dati raccolti la scorsa settimana da questa istituzione.

Anche l’Amministrazione Nazionale Oceanica e Atmosferica degli Stati Uniti (NOAA) ha predetto la che El Niño è giunto al termine, previsto tra i mesi di Aprile e Giugno. Similmente, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) segnala che siamo in condizioni neutrali (né El Niño né La Niña) tra questo sino a tutto  Giugno.

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Qui vi parleremo di El Niño e La Niña quali fasi consequenziali, interrotte da periodi di stasi, di normalità delle temperature oceaniche. Ma il Pianeta vive una sorta di rinculo di El Niño che ha accelerato gli effetti dei cambiamenti climatici, portandoci alla fatidica soglia di quel +1,5°C di temperatura sopra l’Epoca Pre-Industriale. Valore tanto temuto. E gli effetti si sono visti in giro per il Pianeta con temperature record. E dal nostro emisfero le notizie di onde di calore giungono da tutte le parti. E l’Italia? Fa paura il calore estremo del Nord Africa, e la velocità fulminea con cui le masse d’aria roventi ci possono raggiungere. Queste ad ora ci hanno solo sfiorato, mentre le conseguenze maggiori le ha pagate il Mediterraneo orientale. Ma non finisce qui.

 

El Niño, che ha avuto inizio a Giugno 2023, ha portato acqua più calda in superficie nel Pacífico, aggiungendo calore supplementare all’atmosfera e causando un aumento delle temperature globali, con record storici battuti mese dopo mese.

Il post-El Niño rimaneva incerto a detta degli scienziati. Tuttavia, mentre alcuni ricercatori temono che il Mondo possa stare entrando in una nuova fase accelerata di cambiamento climatico, viste le recenti alte temperature registrate globalmente.

Ogni pochi anni, l’arrivo di El Niño causa significativi cambiamenti nel clima in varie parti del mondo, portando spesso a un aumento di siccità e inondazioni. Questo fenomeno, noto anche come El Niño-Oscilación del Sur (ENOS), si manifesta in tre fasi: El Niño caldo, condizioni neutrali e la sua fase opposta, un periodo più freddo chiamato La Niña.

 

In questa fase di stasi c’è una novità che fa parte di una condizione normale, che però spesso dimentichiamo: il flusso oceanico che interessa a varie riprese, specie tra giugno e anche luglio, il Nord Italia, dove non sarebbe normale avere la siccità tipica delle regioni mediterranee, che troppo spesso abbiamo visto in questo ventennio.

 

El Niño ha raggiunto il suo picco a Dicembre. L’acqua più calda nel Pacífico ha contribuito a innalzare le temperature medie globali, stabilendo nuovi record mensili per il decimo mese consecutivo a Marzo.

Con la fine di El Niño la domanda cruciale è cosa succederà dopo. I ricercatori sono divisi: alcuni predicono che c’è un 60% di possibilità che La Niña si sviluppi tra Luglio e Agosto. La Niña, che ha raffreddato le acque del Pacífico nel 2020, potrebbe avere un effetto significativo sulla formazione di tempeste e uragani, e alcuni esperti prevedono che la sua comparsa potrebbe preannunciare una stagione di uragani molto attiva nell’Atlantico.

 

L’effetto di raffreddamento di La Niña potrebbe anche rallentare leggermente il ritmo del riscaldamento globale, suggerendo che le alte temperature record dell’anno scorso non siano necessariamente un indicatore di un riscaldamento più rapido del pianeta.

 

La conseguenza plausibile per il Nord Italia è avere un effetto con similitudini vissute nel 2014, quando a ripetizione si ebbe il passaggio di onde di maltempo severo. Infatti, con il calo di effetto di El Niño le correnti oceaniche avranno maggior potenza, quindi contrasteranno i flussi roventi dall’Africa, che però sconfineranno lo stesso sul Nord Italia, ma allo stesso tempo irromperanno su quest’area arrecando temporali. Ma non finisce qui.

 

Gli scienziati non sono certi di cosa inizi esattamente il processo di El Niño e La Niña. Di tanto in tanto, le condizioni di pressione dell’aria cambiano sul Pacífico equatoriale, influenzando i venti alisei del sudest, che normalmente soffiano da est a ovest. Sebbene si sappia che il vento è il fattore scatenante, ci sono diverse teorie su perché questo cambiamento avvenga, inclusa l’influenza delle variazioni nell’attività solare.

 

Anche se i modelli matematici stagionali non prevedono pioggia e fresco in Italia, le correnti oceaniche potrebbero dare facile innesco al transito di bolle d’aria fredda in quota nel Mediterraneo centrale. E tale situazione darebbe occasione per eccezionale maltempo estivo anche nella Penisola, la Sardegna e forse sino alla Sicilia. Questa parte d’Italia, assieme alla Calabria, la Basilicata e la Puglia, si troveranno ai margini delle massime intrusioni d’aria calda.

Il tutto in attesa di un cambiamento che avverrà in autunno con La Niña che potrebbe raffreddare il clima. Ma attenzione, c’è da augurarsi che questo fenomeno risulti di una durata nei limiti della norma e non si presenti eccezionale e duratura come è avvenuto l’ultima volta, con effetti devastanti di siccità, poi caldo in Europa e Italia.

 

 

El Niño non ha un periodo fisso di durata, solitamente varia tra 9 e 12 mesi, e la sua intensità può anche variare. La Niña non segue un calendario preciso e la sua frequenza e intensità possono variare notevolmente. Gli eventi di La Niña possono durare da 9 mesi a 3 anni. Ed è una durata di 3 anni ad essere preoccupante nell’attuale fase climatica del Pianeta, in quanto ha causato devastanti effetti.

 

Il monitoraggio di questi fenomeni viene effettuato da centri meteorologici internazionali che utilizzano modelli climatici e osservazioni satellitari per prevedere la loro apparizione e i potenziali impatti. La previsione e il monitoraggio accurato di El Niño e La Niña sono fondamentali per comprendere e mitigare i loro effetti sui climi regionali e globali. (METEOGIORNALE.IT)

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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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