Meteo: irruzione artica alle porte, anche con grandine e neve
• Le conseguenze del rientro del freddo
• Previste precipitazioni e calo termico a partire da martedì
• Ulteriori perturbazioni in vista
Le recenti condizioni di caldo anomalo che hanno caratterizzato le ultime settimane stanno per lasciare spazio a un significativo abbassamento delle temperature. Si prevede infatti un periodo di almeno 4 o 5 giorni durante i quali le temperature si manterranno costantemente al di sotto delle medie stagionali. Tale fenomeno è attribuibile all’arrivo di correnti fredde di origine artica che interesseranno l’Europa centro orientale, estendendosi fino al Mediterraneo e determinando un contesto meteo decisamente più invernale rispetto al solito.
Le conseguenze del rientro del freddo
L’imminente ondata di freddo si presenterà inaspettatamente dopo un periodo prolungato di caldo anomalo. Le elevate temperature registrate dalla fine di febbraio hanno favorito il risveglio precoce della vegetazione in tutta Italia, con la fioritura anticipata degli alberi da frutto. La tardiva discesa delle temperature potrebbe quindi comportare rischi significativi per l’agricoltura, in particolare per il pericolo di gelate o brinate notturne nelle valli e nelle pianure. Tale rischio si manifesterà con maggiore intensità verso il 19 e il 20 aprile, quando la perturbazione si allontanerà dal territorio italiano, ma l’irraggiamento notturno potrebbe ancora favorire la formazione di gelate tardive.
Previste precipitazioni e calo termico a partire da martedì
La saccatura ad aria fredda di origine artica inizierà a influenzare il meteo italiano a partire da martedì 16 aprile. I primi effetti si manifesteranno nel Nord Italia, in particolare nel Triveneto, dove si prevedono acquazzoni e forti temporali accompagnati da grandinate locali. Nel corso di mercoledì, il fronte freddo si sposterà anche verso il centro-sud, provocando fenomeni analoghi e potenzialmente anche nevicate in montagna oltre i 1000 metri.
Ulteriori perturbazioni in vista
Non solo, è altamente probabile che tra giovedì e venerdì un altro fronte instabile interessi il centro-sud dell’Italia. Questa perturbazione potrebbe risultare più organizzata e estesa, con piogge più intense e temporali più violenti. Sarà proprio questo evento a determinare un ulteriore calo delle temperature, che si posizioneranno al di sotto delle medie del periodo. Non si esclude la possibilità di nevicate a quote collinari sull’Appennino centro-settentrionale.
Dopo il passaggio di questa perturbazione, si prevede un aumento delle probabilità di un ritorno dell’alta pressione. Tuttavia, prima di tale miglioramento, si potrebbero verificare almeno un paio di notti particolarmente fredde, soprattutto nel centro-nord Italia, nelle valli e nelle aree pianeggianti e rurali. In queste circostanze, le temperature potrebbero scendere al di sotto dello zero, favorendo la formazione di brina e gelo con possibili danni all’agricoltura.
