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La stagione degli uragani del 2024 potrebbe essere una delle più attive ​mai registrate, con circa ‌23 tempeste ‌denominate previste per formarsi nel bacino dell’Atlantico ⁤e quasi la metà di queste che⁤ potrebbero trasformarsi in uragani. Secondo uno studio condotto da un gruppo‌ di ricercatori, guidati dal dottor Phil Klotzbach, scienziato senior⁢ presso la Colorado State University, quest’anno si prevede una ⁤maggiore fiducia nelle previsioni‌ rispetto agli anni precedenti, grazie​ allo stato ‍dell’atmosfera e ad ‌altri segnali favorevoli.

 

Nel ‍rapporto, il team ha evidenziato gli stati e le regioni in cui la probabilità di passaggio di un‍ ciclone è superiore o inferiore alle probabilità climatologiche. Le previsioni indicano che la ⁢probabilità ⁢di un uragano di grande intensità che‍ colpisca la costa degli Stati Uniti è del 62%, mentre per i Caraibi​ la probabilità è la più alta, al 66%. Negli Stati Uniti continentali, è quasi garantito che almeno un ciclone​ passerà entro 80 chilometri‍ dalla Florida durante la stagione, mentre⁢ gli stati‌ del New England hanno la ‍probabilità più bassa.

 

Le possibilità di ​impatto in tutti gli ⁤stati costieri sono circa del 10-20% più alte rispetto a quelle considerate medie, con ⁣l’Alabama che vede l’aumento più ​significativo. Le probabilità di impatto‍ sono collegate all’Indice di Energia Ciclonica Accumulata (ACE), che viene calcolato in base alla velocità massima sostenuta del vento di‍ un ciclone tropicale e alla sua longevità. Un ‌ciclone che persiste più a lungo con venti sostenuti ⁤elevati ⁢avrà un valore ACE più alto rispetto a​ uno che si forma‍ rapidamente e si dissolve altrettanto velocemente.

Durante la ‍stagione del 2024, si prevede che l’Oceano ‌Atlantico, il Golfo del Messico e i Caraibi⁣ producano un valore ACE di 210, che è il 170% di quello che produrrebbe una stagione media. Si ⁣prevede che quasi il 60% del valore ACE totale si verifichi ad ovest della longitudine ‌di 60°W, che è dove risiede quasi l’intera popolazione di persone colpite da tempeste tropicali e uragani nel bacino.

 

La presenza di un fenomeno come El Niño, come quello dell’anno scorso, tende in generale a deviare le ⁤tempeste⁣ prima che raggiungano le isole e⁤ la costa degli Stati‍ Uniti. ​Tuttavia, quest’anno si è passati a La Niña,⁢ con acque​ più fredde nel Pacifico che tendono a creare un modello che permette alle tempeste di spostarsi più a ovest e di entrare più facilmente nei ‌Caraibi. Una volta che la⁤ tempesta entra nei Caraibi, a volte può risalire nel⁤ Golfo del Messico⁤ e colpire la Florida e altre aree circostanti.

È importante sottolineare che una probabilità ridotta ‍o aumentata non garantisce né esclude un’area da⁢ un impatto⁤ diretto. Nel 2023, la probabilità che il Panhandle della Florida fosse colpito da una tempesta importante era solo del 28%, ma è stata l’unica regione del paese colpita da un ciclone significativo.

 

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