Capire quale sarà l’evoluzione meteo climatica natalizia non è per niente facile. Mancano una decina di giorni, capite bene che al momento non è possibile prevedere un bel niente. Si può soltanto ipotizzare, possiamo sostenere una tesi, poi però andrà confutata dalla previsione e sostenuta dai modelli a più alta risoluzione.
L’ipotesi, dal canto nostro, è sempre quella: l’irruzione artica. Che poi si tratti del Natale, del Capodanno o dell’Epifania poco importa, la manovra potrebbe avvenire e viste le forze in campo richiederà del tempo.
A dire il vero potrebbe essere fulminea, per certi versi imprevedibile. Sì, perché nel corso della prossima settimana avremo una potente rotazione del Vortice Polare, un ramo si sposterà verso l’Europa nordorientale e sulla Russia Europea. Tale spostamento andrà monitorato molto attentamente, qualora dovesse trattarsi di un allungamento dettato da contestuale indebolimento ecco che potrebbe strutturarsi un bel blocco anticiclonico.
A quel punto l’irruzione artica diventerebbe reale e potrebbe colpirci pesantemente. Ma al di là del singolo episodio si potrebbero instaurare ulteriori manovre troposferiche che andrebbero ad attaccare il Vortice Polare. Un Vortice Polare che a quel punto potrebbe non avere guardia sufficientemente alta per parare il colpo e rischierebbe il KO.
Si andrebbe, quindi, verso un Inverno davvero muscolare, verso quell’Inverno vecchio stampo di cui tanto s’è scritto. Al contrario, dovesse riuscire a parare il colpo potrebbe rispedire al mittente gli assalti e andrebbe al contro attacco, mettendo a tacere le velleità artiche e consegnandoci l’ennesimo consolidamento anticiclonico.
Da lì in poi si guarderebbe a febbraio, forse addirittura a marzo. Già, si guarderebbe alla Primavera perché l’Inverno se ne andrebbe, ancora una volta prematuramente…