Abbiamo utilizzato il condizionale perché crediamo che chi come noi ha a che fare quotidianamente con la meteorologia non può non notare certi segnali atmosferici. Non può non aver notato i cambiamenti modellistici subentrati nelle ultime ore. Cambiamenti profondi, imponenti, cambiamenti che potrebbero produrre botti di Capodanno coi fiocchi.
Abbiamo utilizzato il termine “fiocchi” non a caso perché potrebbe trattarsi del freddo, di quel freddo artico che avevamo individuato settimane or sono ma che al momento ha scelto di spingersi sull’Europa orientale. Lo ha fatto perché costretto a spingersi da quelle parti a causa del solito, impenitente Vortice Polare.
Un Vortice Polare che come sempre fa tremare, come sempre ci propone l’incubo della persistenza anticiclonica ed è per questo motivo che in tanti hanno lasciato che a prevalere fosse un sentimento di sconforto.
Invece no, come vedremo in altra sede il Vortice Polare potrebbe andare incontro a pesanti disturbi e potrebbe accadere tra non molto, ovvero a cavallo tra fine 2023 e inizio dell’anno nuovo. Potrebbe, quindi, strutturarsi quel blocco anticiclonico capace di tirar giù il freddo artico e stavolta potrebbe colpirci direttamente.
Già, il nuovo anno potrebbe iniziare all’insegna del freddo e della neve, perché dovessero confermarsi gli scenari ipotizzati da alcuni tra i più autorevoli centri di calcolo internazionali si andrebbe spediti in quella direzione. In direzione della neve a bassa o addirittura a bassissima quota, comunque in direzione dell’Inverno.
Inverno che quindi, piaccia o non piaccia, non è affatto all’inizio. Anzi, è appena cominciato e statene certi, ne vedremo delle belle.