Meteo: l’arrivo del Burian direzione Italia, le condizioni perfette
Gelo come negli inverni di una volta e una delle ultime grandi ondata di gelo in questo periodo è ricordata nel 1996
Dopo un Natale non certo invernale, si guarda ormai con attenzione al meteo dell’inizio del nuovo anno. Ci sono una serie di elementi che inducono a fare delle riflessioni sul fatto che quest’anno l’Inverno potrebbe andare in controtendenza rispetto a quanto visto negli ultimi anni. O per meglio dire non visto, considerando che non sono stati inverni degni di nota.
• Verso la riscossa dell’Inverno
• Gennaio e Febbraio, ne potremmo vedere delle belle
• Gli effetti del possibile Stratwarming
• Cosa è il Buran e quando può arrivare in Italia
• Il celebre Buran dopo Natale del 1996
L’Italia ha già sperimentato alcuni episodi invernali con freddo e nevicate a quote basse, ma quanto accaduto finora potrebbe sembrare insignificante in confronto a quanto potrebbe verificarsi nelle prossime settimane. È importante notare che molte parti dell’Europa hanno già affrontato ondate di freddo significative, con un’estensione della neve superiore alla media, per quanto ora prevalga la mitezza con contesto poco invernale.
Verso la riscossa dell’Inverno
Dato un insieme di condizioni favorevoli, possiamo ipotizzare che questo inverno potrebbe essere l’occasione per riscoprire il freddo tipico continentale, o per meglio dire il gelo più crudo che ci possa essere simile a quello degli inverni di un tempo. Il gelo continentale più intenso proviene dalla Siberia, dove anche attualmente le temperature sono estremamente rigide.
Un vasto lago gelido sta interessando da settimane un’area molto estesa tra la Russia e la Siberia, dove prevale un clima gelido raramente visto negli ultimi anni. Questo inizio d’inverno ha sorpreso anche gli esperti, contraddicendo in parte le previsioni stagionali.
I modelli numerici stanno aggiornando le loro previsioni per il resto dell’inverno, in base a nuovi dati climatici che stanno emergendo e che esamineremo a breve. L’ipotesi di un inverno mite e quasi totalmente dominato dall’anticiclone potrebbe essere radicalmente modificata.
Gennaio e Febbraio, ne potremmo vedere delle belle
Finora, l’Italia ha sentito solo marginalmente gli effetti di questi primi freddi e nevosi, prima di questa attuale fase anticiclonica che potrebbe precedere la svolta, quella vera. Il vero inverno, tuttavia, potrebbe colpire con maggiore intensità nella seconda metà della stagione, nei mesi di gennaio e febbraio.
Le proiezioni stagionali del Centro Meteo Europeo hanno rivisto le previsioni relative alla circolazione atmosferica, favorendo maggiormente le incursioni di freddo dall’est, oltre a quelle provenienti dall’Artico. Tra gennaio e marzo, le anomalie previste indicano una tendenza degli anticicloni a posizionarsi sopra la Groenlandia, un segno di un’oscillazione artica negativa e di condizioni più favorevoli ai blocchi di alta pressione.
Il freddo artico o il gelo russo potrebbero essere, a tratti, i protagonisti del clima in Europa. Un fattore cruciale che potrebbe inclinare le condizioni verso un freddo intenso è la situazione nella stratosfera. I previsti riscaldamenti stratosferici potrebbero provocare un indebolimento del Vortice Polare a quel livello, causando un rallentamento o addirittura un’inversione dei venti zonali.
Gli effetti del possibile Stratwarming
Se si verifica, lo Stratwarming potrebbe avere un impatto significativo sul clima del nostro continente nei prossimi mesi. Gli inverni recenti, risultati così scialbi, sono stati influenzati anche dalla mancanza di eventi di Stratwarming, e in generale, da un Vortice Polare eccessivamente forte.
Uno Stratwarming è un fenomeno di riscaldamento stratosferico improvviso e così intenso da spostare il Vortice Polare dalla sua posizione abituale, indebolirlo, dividerlo in due parti separate (splittarlo) e rallentare o invertire la circolazione dei venti occidentali, nei casi più gravi. Questo fenomeno può portare a discese di aria fredda artica verso latitudini più basse, influenzando anche l’Italia e il Mediterraneo.
Solo uno Stratwarming maggiore è capace di causare effetti così rilevanti da produrre un vero e proprio sconvolgimento, con impatti anche nella troposfera. Eventi di Stratwarming di livello minore non sono in grado di alterare in modo significativo e duraturo la velocità dei venti zonali nella stratosfera.
Dato quanto stiamo dicendo, tra Gennaio e Febbraio potrebbe anche verificarsi quello che un tempo era normale negli inverni, cioè l’arrivo del gelo siberiano messo in moto dall’anticiclone termico russo. Ormai divenuto sempre più raro, quest’anno potrebbe tornare protagonista in tutta la sua potenzialità.
Cosa è il Buran e quando può arrivare in Italia
Il Buran (o Burian), conosciuto anche come il “Gelo della Siberia”, rappresenta un fenomeno meteorologico distintivo che esemplifica la rigidezza e imprevedibilità del clima nelle regioni siberiane della Russia. Questo termine evoca immagini di tempeste di neve implacabili, contraddistinte da venti impetuosi e temperature estremamente basse, spesso sotto i -40 gradi Celsius. Tali condizioni costituiscono una sfida rilevante sia per gli abitanti locali sia per gli animali, riflettendo la forza indomita della natura nelle zone sub-polari del globo.
È interessante osservare che l’influenza del Buran non si confina alla sola Siberia, ma a volte si estende fino all’Europa Balcanica e all’Italia, alterando in modo significativo il clima anche in questa regione. Le nostre analisi, tuttavia, non sono previsioni meteorologiche a lungo termine, poiché le proiezioni oltre i 15 giorni tendono ad essere poco affidabili, ma si fondano su tendenze osservate e metodi scientifici avanzati, considerando vari indici.
Un esempio significativo è il fenomeno El Niño, che generalmente porta inverni più freddi e secchi nel nord Europa, ma condizioni più umide e piovose nel sud, inclusa l’Italia. Questo può aumentare la probabilità di ondate di freddo anche nel sud Europa. Negli anni particolarmente rigidi, è probabile che si assista a una maggiore estensione della copertura nevosa nelle pianure siberiane, una condizione che stiamo osservando in questo periodo.
Il celebre Buran dopo Natale del 1996
L’episodio di gelo, avvenuto a dicembre del 1996, è entrato nella storia come una delle più significative incursioni russo-siberiane degli ultimi decenni. I venti freddi dalle steppe invasero dapprima l’Europa Centro-Orientale durante il periodo natalizio, per poi estendersi all’Italia a seguito di una depressione proveniente dalla Spagna. Fu questo movimento a facilitare l’ingresso dell’aria gelida, che procedeva in modo retrogrado lungo il margine orientale dell’anticiclone russo-scandinavo, successivamente spostandosi verso il cuore dell’Europa. Una dinamica esemplare, che portò il grande freddo in Italia a partire dal 26 dicembre, diffondendosi su tutto il territorio nazionale nelle successive 24 ore. Il video descrive la previsione meteo dell’evento meteo che è stato uno dei più rilevanti degli ultimi 25 anni.
Con l’arrivo di quest’aria continentale estremamente fredda, le temperature scesero sottozero in molte regioni della Penisola, causando giorni di ghiaccio anche in presenza di sole. La neve raggiunse persino le coste tra il Medio Adriatico e il Sud. Poi, l’accumulo di questo freddo intenso nei bassi strati atmosferici facilitò la caduta di neve in concomitanza con l’arrivo di una perturbazione atlantica al Nord a fine anno e poi ancora a Capodanno, con nevicate abbondanti persino su Genova.
Ricordare questo episodio è sorprendente, poiché tali dinamiche gelide sono diventate sempre più rare, mentre erano molto più comuni negli anni ’50 e ’80 del secolo scorso.
