Studio sulla reazione dei funghi all’ipergravità: rischi e benefici per le missioni spaziali
(METEOGIORNALE.IT) Un gruppo di ricercatori dell’Università di Macao ha condotto uno studio sui funghi in condizioni di ipergravità, mettendo in luce sia i rischi che i potenziali benefici di questi organismi nelle missioni spaziali. Gli studi futuri esploreranno il comportamento di altri organismi in condizioni simili.
Funghi in ipergravità: lo studio
I funghi nello spazio sono un problema molto reale per gli astronauti e le stazioni spaziali. Un team di ricercatori dell’Università di Scienza e Tecnologia di Macao, in collaborazione con l’ESA (Agenzia Spaziale Europea), ha sottoposto i funghi a ipergravità utilizzando una centrifuga ad alta velocità.
Il team ha utilizzato la Grande Centrifuga a Diametro dell’ESA presso il centro tecnico ESTEC nei Paesi Bassi per testare la crescita delle colonie fungine sotto il doppio della normale gravità terrestre.
Fino ad ora, il team di Macao ha utilizzato clinostati 3D, macchine che cambiano continuamente l’orientamento del vettore di gravità per simulare le condizioni di microgravità, per testare come i funghi reagiscono alla mancanza di peso.
La Grande Centrifuga a Diametro dell’ESA
La Grande Centrifuga a Diametro dell’ESA è una centrifuga a quattro bracci con un diametro di 8 metri che permette ai ricercatori di sperimentare una gamma di ipergravità fino a 20 volte la gravità terrestre per settimane o mesi alla volta.
Alla sua velocità massima, la centrifuga ruota fino a 67 giri al minuto, con le sue sei gondole posizionate in punti diversi lungo i suoi bracci che pesano 130 kg ciascuna, e ognuna in grado di ospitare 80 kg di carico utile.
Reazioni dei funghi e astromicologia
Le specie fungine sono state coltivate fino alla completa maturazione, e poi esaminate per verificare la presenza di reazioni di stress genetiche o ‘fenotipiche’.
Successivamente, una delle specie fungine selezionate ha subito una seconda generazione di esposizione all’ipergravità per vedere se le reazioni di stress o le alterazioni erano mantenute, o se si potevano osservare effetti cumulativi.
“L’astromicologia, ovvero lo studio dei funghi nello spazio, è un campo di studio reale e sempre più importante. I funghi hanno una lunga storia di presenza nello spazio e possono avere impatti seri una volta che ci sono”, spiega Marta Filipa Simões, leader del progetto.
Impatto storico dei funghi nello spazio
La stazione spaziale russa Mir ha sperimentato la contaminazione fungina con il passare del tempo. I funghi hanno oscurato gli oblò e corroso plastiche e metalli, causando malfunzionamenti e preoccupazioni per la struttura della stazione.
La Stazione Spaziale Internazionale ha avuto problemi simili nelle stanze dove gli astronauti si esercitano, con un’umidità più alta che ha portato alla contaminazione fungina sulle pareti.
Funghi nello spazio: rischi e opportunità
“Non riusciremo mai a liberarci completamente dei funghi mentre ci avventuriamo nello spazio, quindi dobbiamo capirli”, afferma André Antunes, membro del team di ricerca dell’Università di Scienza e Tecnologia di Macao.
“Inoltre, offrono opportunità positive oltre ai rischi. Sulla Terra i funghi sono utilizzati per produrre cibo, come il lievito per la fermentazione, così come medicinali, enzimi chimici per l’industria e nanoparticelle metalliche utilizzate in numerosi campi.
Ricerca futura
Il prossimo team di ricerca HyperGES a svolgere esperimenti sulla Grande Centrifuga a Diametro dell’ESA proviene dall’Università Mahidol, in Thailandia. Il team studierà come la lenticchia d’acqua, la più piccola pianta a fiore sulla Terra, risponde ai cambiamenti dei livelli di gravità per valutare la sua utilità per i sistemi di supporto alla vita nello spazio. (METEOGIORNALE.IT)
