Meteo Dicembre: avvio col botto, tra neve, gelo e poi clamoroso dietrofront
Prospettive di un Inverno che partirà lanciato come non capitava davvero da svariati anni, poi sorprese in vista
Un primo assaggio di meteo invernale ha già investito l’Italia. Le nevicate hanno fatto la loro comparsa fino alle colline nelle regioni adriatiche, sebbene si sia trattato principalmente di leggere spolverate piuttosto che di abbondanti precipitazioni nevose. Ma è solo l’inizio.
• Partenza d’Inverno a razzo e neve in arrivo
• Aria fredda punterà l’Italia nel primo weekend di Dicembre, poi rischio neve
• Colpo di scena dalla seconda decade del mese
• Evento storico di gelo dicembrino nel 2009
• Episodio che si può ripetere
L’Inverno in effetti deve ancora partire, ma in questo questo fine Novembre sta smentendo l’andamento degli scorsi anni. Se l’inizio è già un indizio del proseguo, ci attende forse una stagione invernale dal sapore d’altri tempi. Non si può prevedere con certezza se questo inverno sarà caratterizzato da freddo e neve, soprattutto dopo i mesi di caldo record recentemente sperimentati.
Partenza d’Inverno a razzo e neve in arrivo
Questo precoce arrivo dell’inverno non è un evento isolato. Nei giorni a venire, si prevedono ulteriori possibilità di nevicate a quote basse in diverse regioni. Sta per arrivare il tempo delle prime nevicate in pianura, iniziando dal Nord, come è consueto.
La perturbazione che caratterizzerà il meteo tra l’ultimo giorno di Novembre e l’inizio di Dicembre porterà le prime nevicate a bassa quota, fino a lambire le pianure del Nord-Ovest. Sarà un evento fugace, che si realizzerà grazie al cuscinetto freddo presente nei bassi strati sul catino padano.
Il cuscinetto d’aria fredda si genera quando l’aria fredda e densa, prodotta dall’irraggiamento terrestre notturno, rimane intrappolata nei bassi strati della Valle Padana. Questo strato freddo aumenta la pressione in loco, creando una sorta di “coperchio” che impedisce la circolazione verticale dell’aria.
Quest’evento è ulteriormente incentivato nel momento in cui affluiscono masse d’aria fredde di origine artica, una volta che si sedimentano al suolo. Dicembre è un mese favorevole al crearsi di questo cuscino freddo, visto che la radiazione solare raggiunge i livelli minimi in questo periodo.
Quando le perturbazioni oceaniche o mediterranee, cariche di vapore acqueo, incontrano il cuscinetto d’aria fredda della Valle Padana, si verificano fenomeni meteorologici particolari. Se la temperatura della colonna d’aria è al di sotto dello zero, le precipitazioni possono trasformarsi in neve, ma esiste anche la possibilità della pioggia gelata o gelicidio.
Il gelicidio è un fenomeno meteorologico che si verifica quando la pioggia cade attraverso uno strato d’aria sotto lo zero e gela al contatto con il suolo o le superfici esposte. Questo è più comune nelle valli appenniniche che si affacciano sulla Valle Padana e può causare danni significativi a colture, linee elettriche e creare pericoli per la circolazione stradale e pedonale.
Tornando a quello che ci aspetta da qui alle prossime settimane. Le previste irruzioni fredde d’inizio Dicembre potrebbero quindi consolidare questo cuscinetto freddo e favorire l’arrivo della neve fino in Pianura Padana, dove appunto le nevicate si verificano per l’effetto addolcimento. Vediamo in che modo.
Aria fredda punterà l’Italia nel primo weekend di Dicembre, poi rischio neve
L’evoluzione meteorologica d’inizio Dicembre si preannuncia scoppiettante. Un nuovo affondo artico punterà l’Italia proprio nel weekend, a seguito della perturbazione d’inizio mese. Il clima tornerà a farsi invernale, soprattutto tra il Nord e le regioni del medio-alto versante adriatico.
Questa nuova intrusione artica determinerà un netto abbassamento delle temperature, riportando le condizioni ideali per il generarsi di un nuovo cuscino d’aria fredda in Val Padana. Questa situazione potrebbe preludere a grosse sorprese nel corso della settimana dell’Immacolata.
Nuovi impulsi perturbati si presenteranno sul Mediterraneo da martedì 5 Dicembre, accompagnati da aria mite oceanica che almeno al Nord tenderà a sovrascorrere su quella fredda nei bassi strati. La neve potrebbe così spingersi a quote basse o miste a pioggia in pianura, specie al Nord-Ovest.
L’evoluzione meteo si fa poi più ingarbugliata per quel che concerne il Ponte dell’Immacolata. Al momento le ultime proiezioni sembrano far svanire una possibile forte irruzione d’aria fredda e potrebbero prevalere correnti instabili, ma meno rigide, provenienti dal Nord Atlantico.
Colpo di scena dalla seconda decade del mese
In linea generale, dal 10 Dicembre in poi l’Inverno potrebbe prendersi una piccola pausa, con il ritorno di una circolazione temperata che arresterebbe il gelo anche in Europa. Queste situazione potrebbe derivare da una temporanea accelerazione del Vortice Polare e da una conseguente ripresa delle correnti zonali atlantiche in Europa.
Tuttavia, più in avanti, si osservano fluttuazioni nel Vortice Polare che potrebbero spingere aria molto fredda verso l’Europa e l’Italia, forse entro fine Dicembre o più probabilmente a Gennaio. Naturalmente si tratta solo di scenari probabilistici, inevitabilmente da aggiornare costantemente alla luce delle variazioni legate alle fluttuazioni degli indici di comportamento del clima.
Il mese di Dicembre può essere però propizio a grandi ondate di gelo, talune di intensità storica. Negli ultimi giorni abbiamo dedicato ampio risalto a quanto avvenuto a metà dicembre del 2010, con nevicate in mezza Italia che si spinsero fin su Roma, come non avveniva da svariati decenni in questo periodo.
Evento storico di gelo dicembrino nel 2009
Non fu tuttavia meno eccezionale l’ondata gelida che avvenne appena un anno prima, nel dicembre 2009, con momento clou tra il 17 ed il 22 dicembre. L’Italia venne infatti raggiunta da masse d’aria rigide continentali, con temperature in picchiata a partire dal 18 dicembre, quando anche gran parte del Centro-Nord Europa era stretta nella morsa del gelo: un vero e proprio freezer, con temperature non oltre i -10°C di massima in città come Berlino, Praga e Varsavia, e con neve a Londra e Dublino.
Tra il 19 ed il 20 dicembre si raggiunsero le temperature minime più rigide, in alcuni casi da record e con punte quasi paragonabili al gennaio 1985. Valori glaciali soprattutto al Nord-Est: -18°C ad Udine (record), -14°C a Verona, -13°C a Torino Caselle, -12.5°C a Venezia record storico per dicembre. Non mancarono le nevicate soprattutto al Centro-Nord, anche copiose in Toscana.
Pochi giorni prima di Natale, tra il 21 ed il 22 dicembre, si presentò un imponente riscaldamento in quota, ma il gelo intenso non fu scalzato così rapidamente dai bassi strati. Ci furono così non solo nevicate da sovrascorrimento per il cuscino freddo, ma persino forte gelicidio: particolarmente colpite Emilia e Liguria (anche Genova).
Episodio che si può ripetere
Fu un evento meteo straordinario quello descritto perché avvenuto prima di Natale. Ma nemmeno allora si ebbe un bianco Natale, ovvero con una nevicata, anche se il paesaggio natalizio era comunque colorato di bianco in tante località. Da allora sono trascorsi 14 anni, un tempo limitato, i cambiamenti climatici non possono aver influito così tanto da annullare la replica di fenomeni atmosferici analoghi.
Quel fenomeno atmosferico eccezionale era venuto solo per la combinazione di due masse d’aria, quella fredda affluita da est, e quella umida e molto mite che veniva richiamata da una profonda area di bassa pressione con annesse diverse perturbazioni atmosferiche. Una configurazione delle correnti atmosferiche generali può ripetersi.
Quest’anno ci sono probabilità che fenomeni di questa tipologia si replichi non ci sono certezze, e ciò non va mai eluso. Sulla carta l’evoluzione meteo è tra le più favorevoli per avere la neve in pianura dal 2009 ad oggi per dicembre. Certo, bisogna dire per chi sogna la neve a Natale che si contano ben pochi casi. Il Bianco Natale resta quasi sempre un sogno, vuoi per sfortuna e vuoi per il cambiamento climatico.
