Potenti anomalie oceaniche, potenti effetti sul meteo dell'INVERNO
Ora ci si mette anche l'Oceano Indiano
Abbiamo parlato, ampiamente, di El Nino e degli effetti meteo climatici che potrebbe scatenare nel corso del prossimo Inverno . Ovviamente abbiamo focalizzato l’obbiettivo sui potenziali risvolti qui da noi, in primis in Europa poi in Italia.
Diciamo che non è mai facile ipotizzare scenari in simili condizioni, la circolazione atmosferica potrebbe subire repentine mutazioni e da lì in poi potrebbe iniziare un effetto domino che porterebbe al risultato invernale. Quale sarà? Lo vedremo… Se leggete costantemente i nostri approfondimenti vi sarete già fatti un’idea, che poi sia corretta o meno è un altro paio di maniche.
Stavolta vogliamo parlarvi di un’altra, importantissima anomalia oceanica. Parliamo di anomalie termiche sull’Oceano Indiano , in particolare sui settori ovest (Africa) ed est (Indonesia). Un ampio tratto oceanico dove di forma un cosiddetto “dipolo”, ovvero una pesante dicotomia termica.
Se ad ovest abbiamo acque superficiali particolarmente calde e ad est particolarmente fredde si parla di “dipolo positivo”. Viceversa nel caso opposto. Ecco, quest’anno siamo in presenza di un “dipolo positivo”. Attenzione, perché ovviamente pare ci sia una stretta correlazione con El Nino, quindi quando si ragiona in termini di possibili effetti sulla circolazione atmosferica europea dobbiamo prendere in considerazione ogni singolo aspetto.
Secondo i modelli atmosferici statisticamente più validi, pare che un dipolo di quel tipo sia destinato a portare profonde depressioni nord atlantiche a ridosso del Regno Unito, mentre dal punto di vista termico pare sia responsabile di temperature superiori alle medie stagionali in ampie zone del vecchio continente. Compreso il Mediterraneo.
Per sintetizzare, secondo questo modello il prossimo potrebbe risultare un Inverno umido, atlantico, con temperature superiori alle medie stagionali . Andrà realmente così? Vedremo, non scordiamoci che El Nino potrebbe al contrario innescare frequenti scambi meridiani e quindi irruzioni artiche importanti. Chi avrà ragione? Ai posteri l’ardua sentenza.
