Tante volte, in precedenti editoriali, abbiamo detto che i gusti sono gusti, sui gusti non si può sindacare perché sono assolutamente soggettivi. Quando si tratta la materia meteorologica è vero che si deve cercare per forza di cose l’obiettività, però non possiamo pretendere che queste o quelle condizioni meteorologiche piacciano a tutti.
È per questo motivo che siamo consapevoli del fatto che parlare nuovamente d’estate potrebbe far piacere a tanti ma non a tutti, così come magari le prossime settimane quando si parlerà d’autunno ci saranno i nostalgici dell’estate. È normale, è il gioco delle parti, c’è chi ama determinate situazioni chi invece quelle stesse situazioni le odia.
Dal canto nostro come sempre cerchiamo di non lasciar trasparire quelle che sono le nostre preferenze, perché ovviamente le preferenze le abbiamo anche noi, però quando scriviamo approfondimenti come questo dobbiamo cercare di essere il più obiettivi possibile. Anche perché diciamola tutta, chi si occupa giornalmente di questa splendida materia non può non amare un po’ tutte le condizioni meteorologiche…
È un po’ come un figlio, di un figlio si apprezzano pregi e difetti, consapevoli del fatto che nessuno a questo mondo è perfetto. Quindi la perfezione non c’è neanche quando si parla di meteorologia, ricordiamoci infatti che si tratta pur sempre di una materia che cerca di interpretare un sistema (quello atmosferico) in costante evoluzione.
Le variabili che entrano in gioco sono tantissime, mettere insieme tutte queste variabili significa avere un ventaglio di ipotesi evolutive dalle quali poi estrarre un’unica previsione. Un’unica previsione che potrà piacere oppure no, un’unica previsione che potrà essere amata oppure odiata.