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Una nuova tecnologia ‌per rimuovere l’anidride carbonica dall’oceano

L’attività umana e il ⁢cambiamento climatico stanno aumentando ‍la quantità di anidride​ carbonica nell’oceano, danneggiando i coralli⁤ e ‌la vita‌ marina. Per contrastare questo fenomeno, i ricercatori hanno sviluppato una nuova tecnologia che utilizza idrossido di ⁤sodio e carbonato di⁤ sodio per rimuovere l’anidride carbonica dall’acqua oceanica, contribuendo a invertire l’acidificazione e‍ a ridurre il riscaldamento globale.

La ricerca e lo sviluppo della ⁤tecnologia

Katherine ⁢Hornbostel, professoressa assistente di ingegneria meccanica e scienza dei materiali presso la Swanson School of Engineering dell’Università⁣ di Pittsburgh, ha dedicato ⁢anni allo sviluppo di questa tecnologia. Cinque anni⁣ fa, quando c’era una⁣ ricerca e un finanziamento ⁣minimi per ​la cattura dell’anidride carbonica dall’oceano, Hornbostel ha iniziato a sviluppare due modelli​ di tecnologia. ⁢Uno utilizza solventi ‌microincapsulati a base di carbonato di sodio ‍e l’altro utilizza dei contattori a ​membrana ⁤a fibra⁣ cava contenenti idrossido di sodio. Nonostante le⁢ differenze geometriche, entrambi i modelli funzionano allo stesso modo.

 

Il ⁣funzionamento dei modelli

Nel primo modello, ‌Hornbostel e il suo collega Tagbo Niepa hanno sviluppato delle capsule che trasportano un solvente⁣ a base di soluzione di sodio. ‍Queste capsule, simili a piccolissime perle di⁤ caviale, contengono il liquido di carbonato di sodio con cui l’anidride carbonica reagisce. Le capsule ‌di sodio‍ possono essere rigenerate riscaldandole a ‍100-120 gradi Celsius,⁤ permettendo ​così di rimuovere l’anidride carbonica catturata⁣ e di immagazzinarla. ‍Questo​ processo​ di rigenerazione consente inoltre di ⁤riutilizzare⁢ le capsule per catturare ulteriore anidride carbonica in cicli futuri.

Nel secondo ​modello, una⁢ “membrana⁤ a fibra cava” permette all’acqua⁤ di mare di entrare e reagire con i solventi⁢ di idrossido ⁤di ⁢sodio nelle capsule cilindriche. La membrana, realizzata⁣ in un⁤ polimero flessibile simile al polipropilene, consente il passaggio del gas, ma non dei ⁢liquidi o degli​ ioni.

 

Il potenziale⁢ dell’oceano‌ nella rimozione dell’anidride carbonica

L’oceano, che copre oltre il 70% della superficie terrestre e ha assorbito circa il 25% dell’anidride carbonica prodotta dall’attività umana, ha un enorme ‌potenziale per contribuire alla⁤ rimozione ⁢dell’anidride carbonica. Tuttavia, gran parte di‌ questo potenziale rimane inespresso ⁢a causa dei bassi ⁤livelli di ricerca e sviluppo nelle tecnologie di⁣ rimozione dell’anidride carbonica basate sull’oceano.

Per ​garantire che la temperatura ‍globale non ⁤aumenti ‍di più di 1,5 gradi ‍Celsius, ‍obiettivo ambizioso dell’accordo sul ⁢clima di Parigi del 2050, il ⁤documento di Hornbostel afferma che ogni‌ anno‍ devono essere rimossi 10 gigatonnellate⁣ di anidride carbonica dall’ambiente entro il‍ 2050.

Le⁢ conseguenze dell’acidificazione degli oceani

Una volta che l’anidride carbonica nell’atmosfera raggiunge l’oceano, si⁣ dissolve ⁢in⁢ un acido carbonico, abbassando il livello‍ di pH dell’oceano e⁢ rendendolo più acido e⁤ quindi ‍meno ​abitabile per ⁢la vita marina.‌ Peter Petraitis, professore di biologia presso​ l’Università della Pennsylvania, ha ⁤riscontrato una correlazione tra l’aumento dell’anidride carbonica ⁢disciolta nell’oceano​ e un‌ declino ‍di molluschi e⁢ gasteropodi nel⁣ Golfo del Maine ‍negli ultimi⁤ due ​decenni.

Il livello ​di pH attuale dell’oceano globale è di circa 8,1, una diminuzione di 0,1 rispetto all’inizio della ‌Rivoluzione⁤ Industriale. Questo ⁤cambiamento sottile nel⁣ livello di pH è allarmante, ​poiché una ⁣diminuzione di un’unità di pH ⁢equivale a un aumento di ⁣dieci ⁣volte ​nell’acidità.

Prospettive future

La ricerca del team di Hornbostel ha‍ dimostrato ⁣che la sua tecnologia è promettente, ma richiederà‍ la​ costruzione di capsule in grandi quantità e l’indagine su come la tecnologia ⁢può​ essere⁢ combinata con le infrastrutture esistenti, ⁢come le strutture di desalinizzazione. Il loro documento chiede ulteriori ricerche sulla tecnologia di cattura dell’anidride carbonica dell’acqua di mare, data l’acidificazione e ​il riscaldamento rapidi ‍degli oceani.

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