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      La rivoluzionaria terapia probiotica potrebbe rivoluzionare il trattamento delle malattie autoimmuni

      Piero Meloni
      Piero Meloni
      Pubblicato: 04/09/2023
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      5 Min Lettura
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      Un team di ricercatori ha sviluppato unโฃ probiotico geneticamente modificato che mira allโ€™autoimmunitร โ€ nel cervello, un fattore โฃchiave in malattie come la sclerosi multipla. Il batterio probiotico produce lattatoโ€‹ per regolare le risposte immunitarie, riducendo lโ€™infiammazione cerebrale โขnei modelli di topo con meno effetti collaterali rispetto alle terapie standard.

      Contents
      • Un nuovo approccioโ€‹ per il trattamento delleโค malattieโข autoimmuni
        • Il potenziale del trattamento
        • Probiotici ingegnerizzati: โขuna rivoluzioneโ€Œ nel trattamento delle malattie croniche
      • Le sfide nel trattamento delle malattie autoimmuni
        • Un nuovo modo per trattare le โ€malattie autoimmuni
        • Il ruolo del lattato
      • Conclusione

      Un nuovo approccioโ€‹ per il trattamento delleโค malattieโข autoimmuni

      I ricercatori del Brigham stanno sviluppando unโ€ nuovo approccio cheโ€‹ utilizza batteri ingegnerizzati per trattare in modo piรน sicuro edโค efficace le condizioni autoimmuni nel cervello.โ€ Questo โ€Œmetodo innovativo รจ stato sviluppatoโฃ daโฃ ricercatori del Brigham and Womenโ€™s Hospital, membro fondatore del sistema sanitario Mass General Brigham, cheโ€ hanno creato un probiotico volto a sopprimere โขle reazioni autoimmuni nel cervello. Queste risposte autoimmuni, in cui il โคsistema immunitario attacca le cellule del sistema nervoso centrale, sonoโค alla base diโ€‹ diverse malattie, tra cui la sclerosi multipla.

      @gettyimages

      Il potenziale del trattamento

      In uno studio recente, i ricercatori hanno dimostrato ilโฃ potenziale del trattamento utilizzando modelli preclinici di queste malattie, scoprendo che la tecnica offriva un โคmodo piรน preciso per mirare allโ€™infiammazione cerebrale con ridotti effetti collaterali negativi rispetto alle terapie โ€standard. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature.

      Probiotici ingegnerizzati: โขuna rivoluzioneโ€Œ nel trattamento delle malattie croniche

      Francisco Quintana, PhD, autore principale dello studio e membro del Ann Romney Center for โ€‹Neurologic Diseases presso il Brigham and Womenโ€™s Hospital, ha affermato: โ€œI โฃprobiotici ingegnerizzati potrebbero rivoluzionare il โ€modo in cuiโ€‹ trattiamo le malattie โขcronicheโ€. Ha spiegato โ€‹che quando un farmaco viene assunto, la sua concentrazione nel โคsangue raggiunge un picco dopo la dose iniziale, ma โคpoi i suoi livelli diminuiscono.โ€‹ Tuttavia, se si โ€‹possono utilizzare microrganismi viventi per produrre medicinali allโ€™internoโ€ del corpo, questi possono โ€continuare a produrre il composto attivo man mano che รจ necessario, il che รจ essenziale quando si considerano malattie croniche che richiedono un trattamento costante.

      Le sfide nel trattamento delle malattie autoimmuni

      Le malattie โ€‹autoimmuni colpiscono โคcircaโค ilโ€‹ 5-8% della โขpopolazione statunitense. Nonostante la loro diffusione, le opzioni di trattamento perโข la maggior parte di queste malattie sono limitate. Le malattie โ€‹autoimmuni che colpiscono il cervello, come la SM, sono particolarmente difficili da trattare a causa della loro posizione: molte terapie farmacologiche non riescono a raggiungere efficacemente il cervello a causa della โคbarriera emato-encefalica, un meccanismo di protezione che separa il cervello โฃdal sistemaโ€Œ circolatorio.

      Un nuovo modo per trattare le โ€malattie autoimmuni

      Per cercare nuovi modi perโฃ trattare leโ€Œ malattie autoimmuni, i ricercatori hanno โ€Œstudiato le cellule dendritiche, un tipo di cellula immunitaria che รจ abbondante nel tratto gastrointestinale e negli spazi intorno al cervello. Queste cellule aiutano aโ€ controllare il resto del sistema immunitario, ma gli scienziati non conoscono ancora il loro ruolo nelle malattie autoimmuni. Analizzandoโฃ le cellule dendritiche โฃnelโข sistema nervoso centrale dei topi, sono stati in grado di identificare un percorso biochimico che le cellule dendritiche utilizzano per impedire ad altre cellule immunitarie di attaccare il corpo.

      Il ruolo del lattato

      I ricercatori hanno scoperto che questo freno biochimico puรฒ essere attivato con il lattato, una molecola coinvolta in molti processi โขmetabolici. Sono quindi stati in grado di ingegnerizzare geneticamente โ€Œbatteri probiotici per produrre lattato. Hanno โฃtestato il loro probiotico in topi con una malattia molto simile alla SM, e hanno scoperto che, sebbene i batteri vivanoโ€‹ nellโ€™intestino, erano in grado di ridurre gli effetti della malattia nel cervello. Non hanno trovatoโฃ i batteri nel flusso sanguigno dei topi, suggerendo โ€‹che lโ€™effetto che hanno osservato era il risultato di โฃsegnalazioni biochimiche traโข cellule nellโ€™intestino e nel โคcervello.

      Conclusione

      Inโ€Œ sintesi, i ricercatori hanno sviluppato un probiotico geneticamente modificato che potrebbe rivoluzionare il trattamento delle malattie autoimmuni, come la โ€sclerosi multipla. Questo probiotico, che produce lattato, ha dimostrato di ridurre lโ€™infiammazione cerebrale nei modelli di topo con meno โ€effetti collaterali rispetto alle terapie standard. Sebbene lo studio sia stato condotto solo su topi, i ricercatori sono ottimisti sul fatto che lโ€™approccio possa essere facilmente tradotto โคin clinica.

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