Spagna- piani di emergenza per siccità estrema in Catalogna
La crisi idrica in Catalogna: restrizioni e misure di emergenza
Per essere considerato in “buona salute”, un bacino idrico dovrebbe essere al 50 o 60% della sua capacità massima. Tuttavia, in Catalogna, molti bacini sono ben al di sotto di questo livello a causa della siccità. Già ad agosto, l’Agenzia Catalana dell’Acqua (ACA) ha dovuto dichiarare lo stato di emergenza per siccità nella zona dell’acquifero di Fluvià Muga e Ruidecanyes, una misura che ha comportato l’applicazione di restrizioni sull’uso dell’acqua, che ha già colpito 24 comuni di Tarragona e Girona.
• La crisi idrica in Catalogna: restrizioni e misure di emergenza
• Aggravamento della situazione
• Limitazioni sull’uso dell’acqua
• Restrizioni per abitante e giorno
• Il problema persiste e peggiora
• Il settore più colpito: l’agricoltura
Le restrizioni hanno finora interessato circa 26.000 abitanti. Da questa settimana, il numero di persone colpite aumenterà a 149.000.
Aggravamento della situazione
La situazione, invece di migliorare, si complica. La mancanza di risorse idriche ha portato l’ACA a estendere lo stato di emergenza anche al bacino di Dairnus-Boadella, la cui capacità è solo al 17%.
Limitazioni sull’uso dell’acqua
Restrizioni per abitante e giorno
La misura entrerà in vigore la prossima settimana e stabilisce, in media, una fornitura globale di acqua di 200 litri per abitante e giorno per ogni comune. Inoltre, proibisce l’irrigazione agricola e impone una riduzione del 25% nei consumi di acqua per usi industriali e ricreativi.
Il problema persiste e peggiora
Tutte queste misure sono prese per evitare problemi di approvvigionamento, dato che il bacino di Dairnus-Boadella era già in fase critica e dalla prossima settimana passerà allo scenario più grave del “Piano di siccità” della Generalitat catalana, la fase di emergenza.
Oltre a limitare l’uso dell’acqua, sarà severamente proibito il suo utilizzo per l’irrigazione di giardini e aree verdi, sia pubbliche che private, per pulire qualsiasi veicolo (tranne nei centri di pulizia specifici) e, naturalmente, è totalmente proibito riempire completamente o parzialmente piscine di acqua dolce, fontane ornamentali o laghi artificiali.
Il settore più colpito: l’agricoltura
Come di consueto, e nonostante non sia una sorpresa, gli agricoltori hanno rapidamente espresso le loro lamentele, poiché sanno che non potranno irrigare i loro raccolti, ma criticano il fatto che non si eserciti pressione su altri settori.
