
(METEOGIORNALE.IT) La recente pandemia di Covid-19 ci ha dimostrato con maggiore evidenza che l’umanità non era preparata allo scoppio di un disastro simile. Ma non ci vogliamo soffermare solo a quella passata.
In generale, la qualità dell’aria che respiriamo è direttamente collegata al manifestarsi di infezioni respiratorie. Il Coronavirus non è l’unico agente patogeno presente nell’aria. Pertanto è fondamentale che tutti, dalle più alte sfere politiche e finanziarie fino ai più semplici e comuni cittadini, valutino, e impongano approcci finalizzati a garantire una maggiore sicurezza dell’aria che si respira.
Lo smog e la possibilità di malanni
Questa necessità non più rinviabile è stata presa in esame da numerosi scienziati di tutto il mondo. Essi hanno soprattutto rimarcato la necessità di prendere seri provvedimenti, anche grazie all’uso di una tecnologia avanzata e di una scienza sempre più all’avanguardia.
L’obiettivo è quello di mitigare il rischio che una nuova pandemia che colpisce le vie respiratorie, lieve o grave che sia, possa rivelarsi nuovamente così devastante per tutto il Mondo.
Eravamo davvero impreparati. La nostra società lo è?
Il Covid-19 ha messo l’intero pianeta di fronte alla sua totale impreparazione dinnanzi ad una pandemia, nonostante il fatto che nei secoli passati l’umanità avesse già superato altre disgrazie, ma senza lasciare troppi insegnamenti per le generazioni future.
Però, in precedenza il Mondo era davvero molto diverso da quello che è oggi, molto meno interconnesso e soprattutto abitato. La velocità con cui milioni di persone si spostano da una parte all’altra del Pianeta non ha eguali rispetto al passato.
Ecco il motivo per cui, allo stato attuale, è paradossalmente più facile cadere in una nuova epidemia piuttosto che nei secoli scorsi. Dobbiamo sicuramente capire il concetto ed essere più lucidi nel trattare i rischi di nuove diffusioni patogeniche. In fondo, non parliamo di una cosa poi così remota… (METEOGIORNALE.IT)
