(METEOGIORNALE.IT) I cambiamenti climatici hanno effetti diretti sull’innalzamento delle temperature superficiali globali e del livello del mare, sulla durata e l’intensità delle ondate di calore, sullo scioglimento dei ghiacci, sia di montagna che polari e sugli eventi meteorologici estremi, con conseguenze sugli ambienti naturali e le attività umane.
Ma gli impatti dei cambiamenti climatici hanno effetto anche su settori delle attività umane insospettatibili e potranno influenzare il nostro modo di fruire di alcuni servizi essenziali.
Uno dei settori che potrebbe subire delle importanti conseguenze dal riscaldamento climatico è quello dei trasporti.

L’impatto dei trasporti sul clima
Prima della rivoluzione industriale i viaggi di uomini e merci avevano un impatto minimo sul clima terrestre. Gli spostamenti avvenivano via mare, sfruttando l’energia umana (remi) o del vento (vela); o via terra, sfruttando in prevalenza l’energia animale. Oggi i trasporti generano circa un quarto delle emissioni globali di anidride carbonica e sono secondi solo al settore dell’energia elettrica.
L’impatto del clima sui trasporti
Ma se negli ultimi 200 anni i trasporti hanno influenzato il clima, da alcuni anni il cambiamento del clima sta iniziando a influenzare i trasporti. L’esempio più eclatante è la transizione in corso dalle automobili a motore termico a quelle ad alimentazione elettrica. E’ l’impatto più evidente, contraddistinto da dinamiche sociali e politiche, ma non è l’unico! Ce ne sono altri legati che dipendono direttamente dai cambiamenti attesi nelle dinamiche meteorologiche.
Cambiamenti meteo e trasporto aereo
Uno degli effetti dei cambiamenti climatici è il rinforzo dello wind shear verticale nelle correnti a getto. Le correnti a getto sono fiumi d’aria che scorrono da ovest verso est alle alte quote della troposfera e in cui il vento soffia a velocità molto elevate, anche oltre i 300 km/h.
Le due principali correnti a getto sono quella polare e quella subtropicale, le cui posizioni variano stagionalmente, ma che, a grandi linee, si collocano a una latitudine attorno ai 40-50° la prima e a 20-30° la seconda.
Tipicamente, queste correnti sono sfruttate dal traffico aereo per rendere più rapide le traversate dall’America verso l’Europa e dall’Europa verso l’Estremo Oriente asiatico. Pilotare un aereo in uno di questi flussi d’aria comporta però anche dei rischi.
Il pericolo della turbolenza in aria chiara
Il rischio principale è rappresentato dalla turbolenza in aria chiara. Questa turbolenza è causata dalla presenza di strati d’aria, all’interno della corrente a getto, differenti tra loro per temperatura e densità. Nei punti di contatto tra questi differenti strati d’aria si producono delle marcate ondulazioni. Inoltre, altre ondulazioni sono causate da repentine variazioni di velocità e direzione del vento.
Questa differenza di velocità e direzione del vento all’interno della sezione verticale della corrente a getto, è chiamata wind shear verticale ed è un problema significativo e costoso per le compagnie aeree, che può portare a danneggiamenti degli aerei e in alcuni casi, quando le turbolenze sono molto accentuate, anche al ferimento dei passeggeri e del personale di bordo.
Questo tipo di turbolenza, che si verifica in condizioni di cielo sereno e non è rivelabile dagli strumenti radar in dotazione agli aerei, secono Paul Williams, scienziato dell’Università di Redading, è destinata a diventare più frequente a causa dei cambiamenti climatici in atto.
Entro il 2050, la frequenza delle turbolenze in aria chiara dovrebbe raddoppiare e la forza media della turbolenza dovrebbe aumentare dal 10 al 40%.
Una forte turbolenza alle tipiche altitudini di crociera degli aerei potrebbe diventare due o tre volte più comune. Ciò avrà un impatto sull’esperienza di volo di milioni di persone e sulla necessità di adeguare gli aerei a resistere a sollecitazioni maggiori.
Il problema della portanza
Ma il traffico aereo potrà essere influenzato anche da un secondo fattore. Il cambiamento climatico potrà rendere più difficoltoso il decollo degli aerei. All’aumentare della temperatura, l’aria diventa meno densa, quindi si riduce la portanza che possono generare gli aerei e che è necessaria per prendere il volo. Per questo motivo, alcune piste degli aerei potrebbero non essere abbastanza lunghe per il decollo di alcuni aerei, o alcuni aerei potrebbero non poter più viaggiare a pieno carico. Sarebbero quindi necessari importanti investimenti nelle infrastrutture a terra e cambiamenti nelle stratetegie commerciali delle compagnie aeree.
Queste sono alcune delle conseguenze a cui potrà andare incontro il settore del trasporto aereo, ma altri impatti, forse ancora di maggiore portata, sarà chiamato ad affrontare il settore del trasporto marittimo. Li vedremo in un prossimo articolo.
Fonte principale di informazioni: nasa.gov (METEOGIORNALE.IT)
