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Meteo e clima: ecco come stanno cambiando

Luca Martini di Luca Martini
03 Mar 2023 - 11:45
in Ad Premiere
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(METEOGIORNALE.IT) Già in precedenti articoli abbiamo trattato ampiamente cosa sono i cambiamenti climatici, quali effetti producono e quali sono i rischi per la specie umana e le altre specie viventi sul nostro pianeta. In questo articolo approfondiamo il discorso sui cambiamenti meteo climatici già in atto, sulle loro conseguenze e  su cosa è previsto che possa accadere entro il prossimo secolo.

Il livello del mare aumenterà tra 0,3 e 2,4 metri entro il 2100

Il livello globale del mare è aumentato di circa 0,2 metri a partire dal 1880, quando è iniziata la misurazione affidabile. Entro il 2100, gli scienziati prevedono che aumenterà almeno di 0,3 metri, ma forse fino a 2,4 metri, se continuiamo a emettere carbonio al ritmo attuale.

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Il livello del mare sta aumentando a causa dell’acqua che proviene dallo scioglimento del ghiaccio terrestre e dell’espansione dell’acqua dovuta al riscaldamento.

Anche piccoli cambiamenti del livello del mare possono causare un aumento delle inondazioni, perché le mareggiate e le alte maree si combinano con l’innalzamento del livello del mare e l’affondamento del terreno lungo le coste per amplificare le inondazioni in alcune regioni.

L’innalzamento del livello del mare continuerà oltre il 2100 perché l’oceano impiega molto tempo per rispondere pienamente al riscaldamento della superficie terrestre. Fino a che le acque oceaniche continueranno a riscaldarsi, il livello del mare continuerà a salire.

I cambiamenti climatici continueranno nel corso di questo secolo e oltre

Si prevede che il clima globale continuerà a riscaldarsi nel corso di questo secolo e oltre. Il grado di cambiamento climatico e la gravità degli impatti dipendono, in ultima analisi, dalla quantità di gas che intrappola il calore emessa dagli esseri umani e dalla sensibilità del clima terrestre a tali emissioni.

 

Gli uragani diventeranno più forti e più intensi

L’intensità degli uragani del Nord Atlantico, così come la frequenza degli uragani più forti (categoria 4 e 5), sono tutti aumentati dall’inizio degli anni ’80. Gli scienziati prevedono che l’intensità delle tempeste e le precipitazioni associate agli uragani aumenteranno come risposta a un clima più caldo.

 

Più siccità e ondate di calore

In diverse regioni del pianeta, si prevede che la siccità e le ondate di caldo diventeranno più lunghe e intense e le ondate di freddo meno intense e frequenti. Si prevede che tutte le stagioni continueranno a diventare più calde. Entro la fine di questo secolo, se continuiamo a emettere gas serra al ritmo attuale, si prevede che ogni anno si verificheranno eventi di calore estremo che, in precedenza, si verificavano solo una volta ogni 20 anni.

Secondo uno studio della NASA pubblicato su Science Advances, le siccità nel sud-ovest e nelle pianure centrali degli Stati Uniti nella seconda metà del XXI secolo potrebbero essere più secche e più lunghe di quanto mai capitato in quelle regioni negli ultimi mille anni.

 

Stagione degli incendi più lunga

A livello globale, le stagioni meteorologiche degli incendi si sono allungate. La siccità rimane la causa principale degli incendi, ma recentemente c’è stata una maggiore attività degli incendi in alcune regioni tropicali e temperate a causa delle temperature più calde che aumentano l’infiammabilità della vegetazione.

Anche la zona boreale settentrionale (le foreste più settentrionali della Terra) vicino all’Artico sta vivendo incendi più grandi e più frequenti, e potrebbero aumentare ulteriormente in un clima più caldo. Più incendi e una stagione degli incendi più lunga stanno causando un ulteriore pericolo per la salute dovuto al fumo degli incendi.

 

Cambiamenti nel regime delle precipitazioni

Il cambiamento climatico sta avendo un effetto irregolare sulle precipitazioni (pioggia e neve): da una parte c’è un aumento delle precipitazioni e delle inondazioni, dall’altra della siccità. Una tendenza osservata negli Stati Uniti, ma che può essere valida per numerose altre aree del globo, include il rischio di piogge meno frequenti ma più concentrate e intense.

 

La stagione senza gelo (di crescita) si allungherà

La durata della stagione senza gelo e la corrispondente stagione di crescita arborea sono aumentate dagli anni ’80. Nelle regioni temperate, si prevede che la stagione di crescita continuerà ad allungarsi, il che influenzerà gli ecosistemi e l’agricoltura. Se le emissioni di gas che intrappolano il calore continuano a crescere ai tassi attuali, entro la fine del secolo si prevede un aumento di un mese o più nella durata della stagione di crescita in molte zone della fascia temperata. Tale aumento sarà considerevolmente inferiore se riduciamo le nostre emissioni di gas che intrappolano il calore.

 

Le temperature globali continueranno a salire

Gli ultimi otto anni sono stati i più caldi mai registrati per il globo (da quando esistono le rilevazioni strumentali). Recenti ricerche mostrano che le attuali temperature globali e il tasso di riscaldamento attuale sono entrambi senza precedenti negli ultimi 24.000 anni. Si prevede che queste tendenze continueranno, ma la riduzione delle emissioni di gas serra ridurrebbe la quantità di riscaldamento in futuro.

 

E’ molto probabile che l’Artico diventi libero dai ghiacci

Si prevede che la copertura di ghiaccio marino nell’Oceano Artico continuerà a diminuire e molto probabilmente l’Oceano Artico diventerà essenzialmente privo di ghiaccio alla fine dell’estate, se le proiezioni attuali sono valide; questo cambiamento dovrebbe avvenire entro la metà del secolo in corso.

 

Ma cosa si può fare per invertire questo trend? Lo vedremo in un prossimo articolo. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: cambiamenti climaticiglobal warmingincendisiccitàuragani
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Luca Martini

Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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