Febbraio sta volgendo al termine e l’attenzione meteo non può che spostarsi al primo mese della primavera meteorologica, quello di marzo. Nelle scorse abbiamo provato a tracciare una linea di tendenza per la prima decade del nuovo mese, individuando un possibile sconquasso del vortice polare che, carte alla mano, sembra essere pienamente confermato.
Il vortice polare, cioè quella grande bassa pressione che ruota sul Polo Nord per tutto il periodo freddo, subirà gli effetti del forte stratwarming avvenuto nelle ultime settimane. Nel concreto tenderà a scindersi di netto e a posizionarsi, con i suoi lobi più gelidi, sulla Russia e l’Europa settentrionale. Insomma su tali settori avremo un forte calo delle temperature e l’arrivo di nevicate molto estese, mentre tra Canada e Groenlandia la pressione tenderà ad aumentare.
Ma l’Italia riuscirà ad essere coinvolta da questo grande ammasso gelido che invaderà il nord Europa? Difficile a dirlo al momento, ma le probabilità sono piuttosto basse. Almeno fino al 10 marzo sarà quasi del tutto impossibile che questo fiume d’aria gelida possa scivolare sul Mediterraneo, essendo una massa d’aria troppo estesa e che richiederebbe una bilanciamento termodinamico considerevole per scivolare ancor più a sud di latitudine.
In parole povere: per permettere la discesa di questo grande depressioni molto fredde e troppo estese verso il Mediterraneo occorrerebbe un anticiclone imponente sul nord Atlantico e la Groenlandia, colma di aria più tiepida: questo elemento, al momento, non è presente e molto difficilmente potrebbe realizzarsi.
Tuttavia questo avvento gelido sull’Europa settentrionale potrebbe apportare delle grosse modifiche sulla circolazione dell’aria sul Vecchio Continente. Parte dell’aria gelida potrebbe affluire sull’Atlantico, contribuendo alla formazione di una serie di perturbazioni (nord-atlantiche) che potrebbero raggiungere l’Italia. Insomma da questo grande sconquasso del vortice polare potremmo ottenere la tanto attesa pioggia alle basse quote e la neve, in abbondanza, per le montagne!
Questi effetti potrebbero manifestarsi nel periodo tra 5 e 10 marzo, per cui dovremo necessariamente riaggiornarci su tale ipotesi nei prossimi aggiornamenti meteo.