L'aumento dei gas serra sta riscaldando il pianeta. Riavremo il meteo di una volta?
La comunità scientifica internazionale è concorde nell’attribuire la tendenza al riscaldamento climatico globale osservata dalla metà del XX secolo all’ effetto serra causato dalle attività umane .
Circa la metà dell’energia luminosa proveniente dal Sole che raggiunge l’atmosfera terrestre passa attraverso l’aria e le nuvole, raggiungendo la superficie, dove viene assorbita e irradiata sotto forma di calore infrarosso . Circa il 90% di questo calore viene quindi assorbito dai gas serra e irradiato nuovamente , rallentando la dispersione di calore nello spazio.
Nell’ultimo secolo, la combustione di combustibili fossili come carbone e petrolio ha aumentato la concentrazione di anidride carbonica (CO2) in atmosfera. Questo aumento si verifica perché il processo di combustione del carbone o del petrolio combina il carbonio con l’ossigeno nell’aria per produrre CO2 . Il disboscamento del terreno per l’agricoltura, l’industria e altre attività umane hanno aumentato le concentrazioni di gas serra.
I livelli di anidride carbonica in atmosfera sono aumentati di quasi il 50% dal 1750. Questo aumento è dovuto alle attività umane, perché gli scienziati possono risalire alle concentrazioni dei gasi serra nel passato grazie all’ impronta isotopica che lasciano nel ghiaccio . A questo proposito, sono preziosissime per ottenere le informazioni sulla composizione dell’atmosfera del lontano passato, le carote di ghiaccio che si estraggono in Antartide.
Nel suo sesto rapporto di valutazione, l’ IPCC , composto da esperti scientifici provenienti da paesi di tutto il mondo, ha concluso che è inequivocabile che l’aumento di CO2, metano e protossido di azoto nell’atmosfera durante l’era industriale è il risultato delle attività umane e che l’influenza umana è il motore principale di molti cambiamenti osservati nell’atmosfera , nell’oceano, nella criosfera e nella biosfera.
S econdo il rapporto dell’IPCC, d a quando sono iniziate le valutazioni scientifiche sistematiche negli anni ’70 del ‘900 , l’influenza dell’attività umana sul riscaldamento climatico si è evoluta dalla teoria al dato di fatto .
Gli scienziati usano la Total Solar Irradiance (TSI) per misurare i cambiamenti di energia che la Terra riceve dal Sole. La TSI incorpora il ciclo solare di 11 anni e i brillamenti/tempeste solari dalla superficie del Sole . Gli studi dimostrano che la variabilità solare ha svolto un ruolo nei cambiamenti climatici del passato. Ad esempio, una diminuzione dell’attività solare unita all’aumento dell’attività vulcanica ha contribuito a innescare la P iccola E ra G laciale , un periodo di raffreddamento climatico che ha interessato principalmente l’emisfero nord tra il 1300 e il 1850 .
Ma l’attuale riscaldamento globale non può essere spiegato dai cambiamenti nell’energia del Sole : Dal 1750, la quantità media di energia proveniente dal Sole è rimasta costante o è leggermente aumentata. Se un Sole più attivo causasse il riscaldamento, gli scienziati si aspetterebbero temperature più calde in tutti gli strati dell’atmosfera. Invece, hanno osservato un raffreddamento nell’atmosfera superiore e un riscaldamento in superficie e nelle parti inferiori dell’atmosfera . Questo perché i gas serra stanno rallentando la perdita di calore dalla bassa atmosfera.
Inoltre, a partire dagli anni ‘50 del ‘900 , la quantità di energia solare che la Terra riceve ha seguito il ciclo naturale di 11 anni del Sole con piccoli alti e bassi senza alcun aumento . Nello stesso periodo, la temperatura globale è aumentata notevolmente . È quindi estremamente improbabile che il Sole abbia causato la tendenza al riscaldamento della temperatura globale osservata nell’ultimo mezzo secolo.
I modelli climatici che includono i cambiamenti dell’irraggiamento solare non riescono a riprodurre l’andamento della temperatura osservato nell’ultimo secolo o più senza includere un aumento dei gas serra.
Tolto il ruolo svolto dal sole come driver dei cambiamenti climatici, rimane un’unica opzione disponibile: l’attività umana. Significa che dobbiamo rassegnarci a un clima irrimediabilmente diverso rispetto a quello del recente passato? E che, di conseguenza, anche i fenomeni meteo non saranno più gli stessi ?
Non esattamente, perché il clima è composto dall’insieme dei fenomeni meteo che si verificano o possono verificare, pertanto si può ragionare in termini di probabilità che un certo evento, ad esempio la neve sulle coste italiane, abbia di verificarsi. E i cambiamenti climatici possono modificare questa probabilità.
Fonte di informazioni: climate.nasa.gov
