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Quando si avanzano ipotesi meteo climatiche ci si deve confrontare con la realtà dei fatti. Una previsione si può sbagliare, figuriamoci un trend a lungo termine.

 

Quando si avanzano ipotesi meteo climatiche ci si deve confrontare con i meteo appassionati o con i semplici osservatori del tempo. E’ facile trincerarsi dietro una tastiera, leggere un articolo e criticarlo. Criticarlo a prescindere, sia chiaro, senza neppure aspettare che i fatti possano confutare o smentire una certa tesi.

 

Ricordate dicembre? Forse no, perché in meteorologia – non è la prima volta che lo diciamo – la memoria è corta. O forse ci si ricorda ciò che fa comodo…

 

Bene, a dicembre – nel bel mezzo del caldo anomalo e del dominio anticiclonico africano – la nostra sensazione (sostenuta da attente analisi dei pattern climatici) era che il freddo potesse arrivare. Che potesse arrivare nel corso della prima decade di gennaio, che l’Artico potesse risvegliarsi dando luogo a una fase invernale importante.

 

In quel momento ci furono critiche spropositate. Ovviamente ci furono moltissime persone che ci tacciarono di falsità, di creare appunto false aspettative meteo e illudere la gente. Poi però, a risultato acquisito, ovviamente si fa finta di niente. Nessuno che dica sì, avevate ragione, avevate previsto tutto e il tutto si è avverato.

 

Fa nulla, il nostro lavoro è anche quello di sorbirci critiche ingiustificate perché d’altronde l’era dei social amplifica tutto, anche gli eventuali errori di chi quotidianamente fa il nostro mestieri.

 

Dispiace, ovviamente. Dispiace dirlo, ma è così. Sappiate però che quando scriviamo certi pezzi non è per creare false speranze o false illusioni. Quel pezzo è frutto di attente analisi, di giorni e giorni di osservazioni modellistiche. Questo è giusto che si sappia, sempre e comunque.

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