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Per osservare il meteo estremo rigido non è sempre necessario andare ad annate storiche come il 1956. Il grande freddo che ha colpito l’Inghilterra centrale a fine febbraio 2018, ha cominciato a ghiacciare i fiumi. Una caratteristica della Gran Bretagna è che, a causa della temperatura abbastanza mite nella maggior parte dell’anno, è insolita, dato che non vi è alcun accumulo di ghiaccio permanente.

 

Ma ancora, anche a metà febbraio 2021, il fiume simbolo della città di Londra, il Tamigi, anche a causa di una riduzione sensibile di portata delle acque, ha cominciato a ghiacciare per la prima volta in quasi 57 anni. Il freddo ha gelato parte del fiume nei pressi di St James Park, uno dei principali parchi della città, e la National River Authority si è sentita obbligata a inviare squadre di volontari a liberare l’area dal ghiaccio con l’aiuto di picconi, pale e rastrelli.

 

Si dice che la Laguna Veneta sia gelata solo in casi eccezionali. Correva l’anno 1929 quando, durante un periodo storico particolarmente freddo, l’Italia fu investita da una delle più intense ondate di gelo. L’apice del freddo raggiunse le nostre città nei primi giorni del mese di febbraio, accompagnato da nevicate a intermittenza. La temperatura a Venezia scese fino a -12°C, mentre nell’entroterra padovano si arrivò a -16°C. Il ghiaccio rivestì i canali, trasformandoli in strade di ghiaccio da attraversare a piedi, e numerose barche rimasero intrappolate nella coltre bianca, come cristallizzate.

Anche in altre occasioni, come nel 1956, 1985 e nel 2012 (e anche nel 2017 in piccole zone limitrofe alla Laguna), la temperatura è scesa così tanto da congelare l’acqua del canale. E per l’appunto, andiamo ancora una volta a vedere cosa accadde in annate storiche come il 1956.

REPORTAGE METEO E CLIMA.  Il 4 febbraio 1956 proseguono le condizioni di grande freddo: Genova scende fino a -4,4°C, Bologna fino a -13,6°C all’aeroporto (-8,9°C in città), Campobasso a -9°C, Aosta a -10°C e Torino a -12,3°C. In quasi tutto il Nord Italia e nelle zone interne del Centro le temperature rimangono sotto lo zero anche di giorno. Inizia a gelare la Laguna Veneta. Nevica sulla pianura laziale attorno a Latina.

 

Analisi meteorologica

Al suolo persiste un vasto dominio anticiclonico sull’Europa, ove sono presenti tre massimi di 1035-1040 hPa, centrati su Bretagna, Austria e Romania.

Una depressione a sud est della Sicilia, pur debole, mantiene attivo l’afflusso di aria fredda dai Balcani sull’Italia.

L’anticiclone Russo si ritira lievemente verso gli Urali, mentre il fronte di irruzione della gelida aria russa si dirige verso il Mar Nero.

 

Al livello di pressione di 500 hPa (attorno ai 5500 metri di altezza) l’Anticiclone Atlantico si protende sulla Gran Bretagna, impedendo alle perturbazioni oceaniche di raggiungere l’Europa.

Tuttavia, la presenza di una depressione stazionaria sulla Puglia (-34°C di temperatura al livello di pressione di 500 hPa equivalenti a 5440 metri di altezza), mantiene attivo un flusso di correnti fredde da nord-est dirette dall’Ungheria verso l’Italia.

Correnti fredde si dirigono dalla Groenlandia verso la Russia, passando attraverso la Scandinavia.

 

Cronaca meteo: ghiacciata la Laguna Veneta, parzialmente ghiacciato l’Arno

Sul fronte del gelo nulla di nuovo o quasi. Rispetto al giorno prima il freddo non aumenta ma nemmeno diminuisce e non ci sono previsioni che possa farlo nei giorni successivi.

 

A Milano il termometro ha registrato punte minime attorno ai -8°C. All’osservatorio di Milano-Brera gli estremi termici giornalieri sono di -7/-2°C. La temperatura è rimasta sotto zero nonostante il timido sole del pomeriggio.

Tutto il Piemonte è nella morsa del gelo. A Mondovì, nel cuneese, la temperatura massima di giornata è stata di -11°C, con minima poco più bassa di -12°C.

 

Dalle zone montane della provincia di Bolzano si segnalano temperature che hanno riscontro solamente nell’inverno del 1929: Sesto Pusteria scende ancora una volta a -26°C, Corvara a -25°C, Rasun di Sotto a -24°C e Dobbiaco a -23°C.

 

A Venezia la Laguna è gelata in molti tratti. Villafranca di Verona scende di nuovo a -12°C, Verona città a -8°C. Nel Cadore molte località di montagna scendono sotto i -20°C.

 

Il record del freddo in Emilia è stato registrato sul Monte Cimone con -22°C. In pianura, ad Anzola nell’Emilia, vicino Bologna, si sono toccati -18,2°C.

A Bologna Borgo Panigale la temperatura è scesa fino a -13,8°C e a fine pomeriggio continuava ad oscillare tra i -6°C e i -7°C. Lievemente meno gelido in città, con estremi termici di -8,9/-3,6°C

 

A Firenze il termometro è sceso per il terzo giorno di fila a -5°C. L’Arno è ghiacciato in diversi punti. Nella zona di Empoli sono ghiacciati anche i torrenti Orme ed Elsa, mentre l’Arno è gelato fino a Pisa.

 

Il Lago Trasimeno, battuto da raffiche di tramontana, è ghiacciato per tre quarti della sua superficie. A Perugia la temperatura è scesa a -7,7°C.

Nevica sulla pianura di Latina e sul litorale pontino, ove il fatto è assolutamente eccezionale. Abbondanti nevicate anche sulla piana di Fondi, ove la produzione di aranci e carciofi è compromessa.

 

Da 64 ore le bufere di neve e di vento imperversano su tutto l’Abruzzo e il Molise; nelle zone più alte del Molise, del Teatino e nella zona del Gran Sasso lo strato nevoso supera i tre metri. I valichi appenninici sono bloccati e il traffico paralizzato.

In Abruzzo sono isolati un centinaio di comuni, in Molise una quarantina. Nella Marsica la neve ha cessato di cadere, ma le temperature sono rigidissime. All’Aquila la minima è scesa a -8°C, a Campo Imperatore è precipitata a -21,2°C e a Rocca di Mezzo a -16,2°C.

La situazione è critica a Pizzoferrato ed a Gamberale, ove la neve è alta due metri e mezzo.

Su Pescara nevica da tre giorni, la temperatura si mantiene attorno a 0 gradi anche di giorno e lo spessore della neve al suolo ha raggiunto 40 cm.

 

Matera è rimasta completamente isolata a causa della neve che ha interrotto sia la strada che le linee ferroviarie e la fornitura di energia elettrica. La temperatura è scesa a -4,6°C, con sensazione di freddo acuita dal forte e gelido vento di tramontana.

 

La situazione meteorologica è decisamente peggiorata anche in Puglia dove la neve ha raggiunto l’altezza di un metro su diverse località.

Tutto il Gargano continua ad essere flagellato da una bufera di neve e di vento di eccezionale violenza. Le località di San Marco in Lamis e Vico Garganico sono isolate da un metro e mezzo di neve. La temperatura è particolarmente rigida nelle zone di confine con l’Irpinia, dove si raggiungono punte di circa -11°C.

Un gelido vento di tramontana ha reso deserte le strade di Napoli. Le comunicazioni tra la città e le Isole funzionano solo parzialmente, a causa del vento che ha superato, a momenti, i 100 kmh.

A Palermo un pallido Sole ha illuminato stamani i monti che fanno corona alla Conca d’Oro, tutti coperti dalla neve. Sul Monte Pellegrino, alle spalle della città, il manto nevoso si è ben consolidato, e nella zona pianeggiante, nei pressi del Santuario di Santa Rosalia, ha raggiunto uno spessore di diverse decine di cm.

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