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Meteo d’Inverno con La Niña: gli effetti in Italia, neve e gelo, oppure no

Federico De Michelis di Federico De Michelis
04 Set 2022 - 09:00
in Wiki Meteo
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(METEOGIORNALE.IT) La Niña è uno schema meteo climatico di comportamento del clima (fa parte delle teleconnessioni) che si verifica nel Pacifico, e attualmente risulta attiva e si prevede che lo sarà anche il prossimo Inverno.

 

Durante La Niña, intensi venti soffiano sulle acque calde dell’Oceano Pacifico dal Sud America verso l’Indonesia. Mentre l’acqua calda si sposta verso ovest, l’acqua fredda dalle profondità emerge dai fondali marini verso la superficie vicino sino alla costa del Sud America.

 

La Niña genera alterazioni del clima su vasta scala rendendo alcune aree più inaridite altre più umide, ma anche più fredde e più calde. Si genera una sorta di puzzle meteo climatico non così scontato nella sua dinamica, specialmente man mano che ci allontaniamo dall’amplissima area di emersione delle acque fredde oceaniche.

 

Una curiosità, nelle stesse aree maggiormente interessate da La Niña invece El Niño genera un’influenza opposta.

Quest’anno siamo ancora interessati da La Niña che non è la sorella di El Niño, bensì entrambi sono degli schemi climatici di comportamento che sono causa di alterazioni del clima, e quindi producono fluttuazioni climatiche che niente hanno a che fare con i cambiamenti del clima causati dall’emissione di gas serra, ma anzi, tali schemi si sovrappongono ad essi alterando gli effetti.

 

La Niña come El Niño sono schemi meteorologici che possono verificarsi nell’Oceano Pacifico ogni pochi anni.

 

Nell’Inverno boreale La Niña è caratterizzata da venti in Pacifico che sono molto più forti del solito. Questo rende l’acqua nell’Oceano Pacifico vicino all’Equatore ancor più fredda del solito. Anche questo piccolo cambiamento nella temperatura dell’Oceano può condizionare le condizioni meteo climatiche in tutto il Pianeta, come detto, a macchia di leopardo, come fosse un puzzle.

Le nuvole e con la pioggia che normalmente si formano sull’acqua calda dell’Oceano Pacifico, con La Niña vengono spinte verso il Pacifico occidentale. Ciò significa che luoghi come l’Indonesia e l’Australia possono veder piovere molto più del solito. Infatti, l’acqua fredda del Pacifico orientale fa sì che lì si formino meno nubi e quindi minori possibilità pioggia. Quindi, aree come il sud-ovest degli Stati Uniti possono patire la siccità.

 

In Europa gli effetti sono contrastanti, in genere dovrebbe piovere oltre la media, fare più freddo, e forse ne fa attutendo i cambiamenti climatici. Tesi portata avanti da vari scienziati del clima. Eppure, viviamo da oltre un anno con minori piogge rispetto alla media, meno neve, con temperature più elevate. Ma le cause sono dovute a indici di comportamento del clima più vicini a noi, che abbattono l’intensità di quelli originati da La Niña. Insomma, un bel caos. Ed ecco alcune novità: gli indici del clima che stanno riducendo gli effetti di La Niña sarebbero in diminuzione, con la conseguenza maggiore influenza di La Niña

 

Questi cambiamenti nell’atmosfera possono portare a una maggiore attività dei fulmini soprattutto nell’area del Golfo del Messico e nelle regioni sub tropicali, e parrebbe anche nel Mediterraneo. Inoltre, le condizioni ambientali durante La Niña possono portare ad un maggior numero di uragani tropicali, e le previsioni americane, infatti, ne attendono più che nel 2021.

 

Gli scienziati possono prevedere attraverso i modelli matematici l’avvento di El Niño e La Niña fino a un anno prima che si verifichino.

 

La differenza tra El Niño e La Niña, in breve

In spagnolo El Niño significa il bambino” e La Niña significa “la bambina”. Descritti per definizione simbolica come un fratello e una sorella, i due schemi meteorologici sono opposti in quasi tutto. La Niña fa sì che l’acqua nel Pacifico orientale sia più fredda del solito. Nella stessa regione, El Niño può far sì che l’acqua sia più calda del solito. E come descritto prima, generano influenze atmosferiche opposte.

 

Questi fenomeni sono chiamati anche ENSO, e si vanno a sovrapporre non solo gli effetti dei gas serra di cui abbiamo citato prima, ma possono essere concomitanti ad altri eventi climatici. Ad esempio, in Europa con la N.A.O. che può essere positiva o negativa, e ancor più con il Vortice Polare ovvero A.O. anch’esso positivo o negativo.

 

Gli schemi climatici di comportamento, detti anche teleconessioni, hanno una notevole importanza in ambito previsionale a lungo termine, soprattutto stagionale. In alcune aree del pianeta influenzano in modo netto le condizioni meteo, mentre in Europa gli effetti sono solitamente più blandi, soprattutto nell’area mediterranea, dove la combinazione con altri indici di comportamento del clima alterano l’andamento stagionale.

 

Insomma, un grande caos climatico.

 

Di solito la caratteristica principale di una fase di La Niña è lo sviluppo di un consistente blocco anticiclonico nel Pacifico settentrionale e due distinte zone di bassa pressione: una sul Canada l’altra sull’Europa sudoccidentale. Per quanto riguarda l’Europa è piuttosto arduo prevedere gli effetti de La Niña, in quanto l’Oceano Atlantico ha un ruolo fondamentale con la N.A.O. (mettiamoci dentro a ciò l’Anticiclone delle Azzorre e Bahamas).

 

Tendenzialmente con la La Niña si realizza più frequentemente una N.A.O. negativa, ed in un’annata con un A.O. spesso negativo, l’inverno può essere piuttosto ostile in Europa.

 

Come descritto, altri indici possono alterare l’influenza della La Niña ed ecco che il freddo invernale acuto non si è visto. Ma gli indici di comportamento del clima che hanno abbattuto gli effetti di La Niña sono previsti perdere efficacia, non sparire. Questo potrebbe comportare una maggiore influenza di La Niña ed il rischio di un meteo invernale più freddo rispetto agli ultimi due passati. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: caldo estivo recordEl NinoEl Niño-Southern Oscillationinfluenze La NinaLa Nina
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Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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