Meteo: La Niña avrà campo libero ad un Inverno diverso. Influenze anche in Italia

Meteo: La Niña avrà campo libero ad un Inverno diverso. Influenze anche in Italia

Fa caldo, ci sono stati record di temperatura estiva massima in tutto il nostro emisfero. Eppure, siamo in La Niña.

Gli studiosi indicano che le concentrazioni di gas serra hanno raggiunto livelli record nel 2021 , con tendenza a impennare in questo 2022 . Dal punto di vista meteo, l’energia ha continuato ad accumularsi nel sistema climatico globale e così anche il calore oceanico ha raggiunto un nuovo record . Gli eventi di La Niña all’inizio e alla fine del 2021 e nel 2022, avrebbero rallentato il riscaldamento del Pianeta , e la temperatura media globale del 2021 è stata tra il 5° e il 7° anno più caldo mai registrato. Il 2022 è invece candidato ad essere il più caldo in assoluto.

Una notevole anomalia attanaglia l’Europa fin dal Capodanno del 2022, e non accenna a placarsi.

Ma cosa sono La Niña e El Niño di cui ogni tanto si sente parlare.

Da sapere: la temperatura della superficie del mare (SST) è una delle variabili climatica tra le più importanti. Durante un anno con El Niño , la differenza SST est-ovest si indebolisce, la differenza di pressione atmosferica si attenua e gli alisei e i loro effetti sull’Oceano si indeboliscono, quindi il Pacifico orientale si riscalda.

Durante un anno con La Niña accade il contrario: la differenza di temperatura est-ovest si rafforza, la differenza di pressione si consolida e gli alisei e i loro effetti sull’Oceano si irrobustiscono, quindi il Pacifico orientale si raffredda.

Tali cambiamenti nella temperatura della superficie del mare influenzano l’atmosfera su vaste aree , con ripercussioni sia locali che globali. A livello locale, durante la fase di El Niño, i cambiamenti della circolazione atmosferica determinano un aumento della convezione atmosferica (nubi più dense) e delle precipitazioni sul Pacifico centrale e orientale, mentre le precipitazioni si riducono sul Pacifico occidentale. Questi cambiamenti hanno impatto nel Tropici, ma anche a latitudini più elevate attraverso il movimento su larga scala dell’atmosfera, specialmente quando l’ENSO è più forte in inverno. Ne viene coinvolta anche l’Europa.

Impatti sul tempo atmosferico di El Niño e La Niña

Gli impatti più forti sono subiti da quei Paesi vicino all’origine dell’ENSO nel Pacifico tropicale. I cambiamenti della temperatura superficiale, del vento e dell’umidità influiscono sull’intensità delle precipitazioni, che possono portare a eventi meteo estremi come inondazioni e siccità.

Durante un evento di El Niño, Perù, Ecuador e le parti sudorientali del Sud America ricevono forti piogge. Nel nord del Brasile possono verificarsi condizioni più secche o addirittura siccità. Anche l’Indonesia, l’Asia meridionale e parti dell’Australia hanno maggiori probabilità di subire siccità durante la fase di El Niño.

Il cambiamento dello schema meteorologico associato a El Niño e La Niña possono avere un forte impatto sull’economia dell’Europa , in particolare in agricoltura, sulle risorse idriche, sulla pesca, le necessità di energia, oltre che la salute pubblica.

In Europa La Niña avrà notevoli ripercussioni climatiche, energetiche e della salute pubblica nel semestre freddo, in vista della crisi dell’energia.

L’ENSO ha anche una forte influenza sulla presenza e l’intensità dei cicloni tropicali , e l’attività dell’uragano atlantico si indebolisce durante El Niño ma si rafforza durante La Niña. E lo rammentiamo siamo in una situazione di La Niña che proseguirà nell’Inverno.

In Europa sperimentiamo La Niña e El Niño con effetti sulla Corrente a Getto e sul clima, soprattutto a fine inverno. La Niña aumenta le possibilità di condizioni umide e tempestose.

A causa della grande variabilità di La Niña e El Niño , non abbiamo abbastanza anni passati di osservazioni per mostrare come il cambiamento climatico possa avere un impatto su di essi nel futuro, ma anche nel presente. Ci sono alcune prove prospettano eventi più forti, ma non se ne ha certezza.

La Niña ce la troveremo da subito in settembre , tutto l’autunno e l’inverno. Per l’Europa comporta un clima più rigido . Come abbiamo evidenziato sopra, nonostante l’aumento di gas serra, l’aumento della temperatura globale è stato meno marcato.

Ma ormai siamo alcuni anni con La Niña , eppure non abbiamo avuto inverni rigidi. Il motivo è presto detto, ci sono altri indici che hanno avuto una maggiore influenza sul clima europeo , tra questo l’Anticiclone delle Azzorre che ha mutato le correnti oceaniche verso l’Europa, ha posizionato le sue propaggini nel nostro Continente, bloccano le correnti fredde dalla Russia e Siberia, oltre che le perturbazioni oceaniche .

Durante i rari cedimenti dell’Anticiclone delle Azzorre abbiamo avuto tempeste di neve nel Mediterraneo orientale , ad esempio, neve record ad Atene, nevicate in quasi tutte le isole del Mar Egeo, tormente di neve nelle aree meridionali del Mar Nero, quindi in Turchia.

Nel semestre freddo 2022-2023 i modelli matematici del clima prospettano che il sistema meteorologico dell’ Anticiclone delle Azzorre non sarà aggressivo come altri anni in Europa, lasciando il passo a perturbazioni oceaniche e ahimè, a correnti gelide anche dalla Russia . Queste ultime sono decisamente più rare, e poco probabili fin sino all’Italia, se non in eventi occasionali.

Il tutto mentre nella prima parte del periodo il Mediterraneo sarà molto più caldo della media , e quindi territorio di forti contrasti termici e burrasche di forte intensità.

È perciò plausibile prospettare un maggior rischio di nevicate in Italia rispetto agli altri anni , ed anche di episodi di freddo durante questo autunno.

Come detto, gli eventi di freddo dalla Russia sono meno probabili , e comunque sono favoriti anche da altre dinamiche meteo.

Se avremo un Inverno più freddo rispetto alla mitezza record di altri anni , sarà un guaio per cittadini e imprese. Questo è un periodo storico in cui i costi dell’energia sono alle stelle . Il maggior problema potrebbero essere i costi elevati dell’energia, più che la sua disponibilità. Infatti, per riscaldare gli ambienti nei periodi rigidi, e ottenere temperature ambientali di 19 gradi, necessiteremo di maggiore energia, quindi di una spesa superiore agli altri anni.

Un chiarimento, non si possono prevedere ondate di gelo in Italia da questo periodo dell’anno. Possiamo citare che i modelli stagionali prospettano una maggiore avanzata verso la Russia europea di quello che è l’anticiclone russo siberiano , ma ciò non significa che in Italia si manifesterà il noto Buran.

Altresì, un periodo più freddo rispetto ad altri anni comporterà nevicate sui rilievi, e forse anche nelle pianure del Nord Italia. Ma invitiamo il lettore a considerare il tutto come un’ipotesi da confermare.

Questo è quanto emerge dall’analisi complessiva di varie fonti meteo climatiche.