Meteo: Inverno lungo e gelido? Per il 2022-23 sarebbe un grave guaio

Meteo: Inverno lungo e gelido? Per il 2022-23 sarebbe un grave guaio

L’inverno rigido, come quelli di una volta, non sarebbe minimamente augurabile per la crisi d’energia legata alla Guerra in Ucraina

Sta per finire l’Estate e già si pensa al prossimo inverno, in quanto le condizioni meteo della prossima stagione fredda potrebbero pesare non poco. Stavolta non si parla in riferimento al riscaldamento globale, ma piuttosto su quanto il clima può influire sullo scenario di guerra in Ucraina e a cascata in tutta Europa.

Ci sono forti timori per il prossimo inverno, a causa della dipendenza di molti paesi europei dal gas russo. Il riscaldamento sarà a rischio nel caso di stop immediato di gas dalla Russia. Tale scenario si potrebbe verificare se non ci saranno delle misure rilevanti di contenimento e razionamento fin da ora.

Un eventuale inverno rigido in Europa può aggravare i rischi legati ad un eventuale mancato approvvigionamento di risorse di gas dalla Russia. Il problema riguarda anche l’Italia, uno fra i paesi europei che più dipendono dal gas russo assieme alla Germania . Il caro bolletta è conseguenza di questa crisi.

Dopo una serie d’inverni europei particolarmente miti, sarebbe quasi una beffa se proprio l’inverno 2022/2023 si rivelasse particolarmente gelido. Non si può però di certo escludere e bisogna prepararsi all’evenienza, che richiederebbe maggiori consumi d’energia, mettendo a rischi i piani di risparmio.

Riduzione consumi e possibili razionamenti

Come ci si muoverà? Al momento in Italia non è ancora stato approvato un piano, ma il governo ci sta lavorando e probabilmente se ne occuperà il prossimo esecutivo. Una prima parte è stata annunciata a luglio e prevede la temperatura massima degli edifici a 19 gradi con orario d’accensione ridotto di un’ora.

Il piano include alcuni interventi più stringenti e da attuare immediatamente, prima che nella stagione invernale i consumi diventino troppo alti. Nel complesso questo dovrebbe consentire all’Italia di consumare 2,5 miliardi di metri cubi di gas in meno , senza considerare la possibile variabile di un inverno rigido.

Nessuno può dire che tipo d’inverno avremo, tra l’altro la distanza è ancora troppo ampia anche per poter considerare minimamente attendibili le cosiddette previsioni stagionali. L’andamento dell’inverno dipenderà da come gli indici climatici si muoveranno nei prossimi mesi, a partire da La Nina.

Al momento non abbiamo sufficienti elementi per aspettarci un inverno gelido o più freddo della media. Qualora si avessero diversi eventi freddi e nevicate, i consumi salirebbero con tutte le conseguenze del caso se si dovesse far fronte alla chiusura dei rubinetti dalla Russia.

Mai come quest’anno le tendenze stagionali hanno un’importanza strategica a livello nazionale ed europeo , quindi ci torneremo spesso sul tema nelle prossime settimane. I Governi dovranno probabilmente tener conto delle proiezioni per una pianificazione il più possibile accurata ed evitare di rimanere a corto di gas.