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Meteo, stop siccità, rischio di piogge torrenziali dopo il caldo, ma non da subito

Un mix di condizioni meteo favorirà il ritorno della pioggia in Italia.

Federico De Michelis di Federico De Michelis
21 Lug 2022 - 18:40
in Cronaca Meteo
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Gli effetti di piogge estive in Italia. Foto di repertorio.
Gli effetti di piogge estive in Italia. Foto di repertorio.

(METEOGIORNALE.IT) Si parla ormai diffusamente di caldo, di temperature che potrebbero raggiungere, se non superare, anche 40 °C. Il tema della siccità sembra essere sorpassato da parte dei mass-media, che ormai non ne parlano più: però la situazione sta peggiorando rapidamente.

 

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Il caldo è la concausa della siccità al pari dell’assenza di piogge. Ma le piogge torneranno, ci sono le avvisaglie indicate dai maggiori modelli matematici. Sono appena stati pubblicati gli aggiornamenti del Centro Meteo Europeo (ECMWF) e del NCEP (Centro di Meteorologia e Clima USA) e abbiamo ricavato l’evoluzione climatica sino a tutto Agosto.

 

Nel frattempo, due settimane di siccità e caldo da record. Le piogge inizieranno ad Agosto, poi saranno  abbondanti.

 

 

Nel frattempo, patiremo ancora la siccità, ormai sempre più un grave problema per i prodotti agricoli nostrani, soprattutto quelli a km zero. Infatti, il disastro delle campagne è provocato dal mix di elementi composto da siccità e temperature straordinariamente elevate.

 

I danni li vediamo anche nei giardini e nella vegetazione da vaso posta nei balconi, dove le piante, sottoposte a stress per il grande caldo, perdono vitalità. E poco si può fare, perché in molti comuni c’è il divieto assoluto dell’uso dell’acqua per annaffiare. In taluni è stata una decisione immotivata perché l’acqua non manca, ma in altri necessaria per perseverare l’acqua ad uso domestico.

 

Molte aree d’Italia vivono una situazione meteo calamitosa, molto grave nelle regioni settentrionali, e che gradualmente si sta estendendo a quelle centrali.

 

La difficoltà maggiore la vediamo al Nord Italia, conseguenza di una serie di eventi meteo: mancanza delle nevicate alpine, fortissimo deficit pluviometrico, infine, le alte temperature.

Questa è la parte d’Italia più abitata e industrializzata, con il maggiore utilizzo d’acqua. Inoltre, la Pianura Padana è l’area italiana agricola più estesa sia per il terreno fertile, ma anche per la presenza di numerosi corsi d’acqua. Verso le alte pianure ci sono anche le risorgive, un’area dove l’acqua della falda acquifera, di lontana provenienza alpina, è quasi al livello del suolo.

 

Il Nord Italia è un territorio ricchissimo d’acqua, ma che per una serie di coincidenze climatiche sfavorevoli, vive una situazione meteo estrema. I prati sono ingialliti praticamente quale ulteriore simbolo di aridità. I fiumi maggiori sono ridotti ad una portata ormai irrisoria, nonostante gli sforzi fatti a monte con il rilascio di acqua, oltre che quella che affluisce per lo scioglimento dei ghiacciai.

 

Ma il danno è ben più esteso. Le alte temperature incrementano l’evapotraspirazione delle piante, che poi patiscono per la disidratazione sino a perdere foglie. I cambiamenti climatici ci mostrano i loro effetti anche nella vegetazione spontanea degli arbusti, specialmente gli alberi dei viali che perdono le foglie come fosse autunno.

 

La siccità non è percepita in egual misura in tutta Italia. La Penisola italiana dispone di risorse artificiali di raccolta delle acque più ampie rispetto al Nord Italia, in quanto man mano che si va verso sud, il clima mediterraneo che contraddistingue queste aree si caratterizza proprio per la siccità estiva, e se non piove d’estate, l’acqua va raccolta per ridurre al minimo i disagi di un clima estivo ostile.

 

Il cambiamento del clima di questi anni ha forzato l’espandersi verso nord dell’anticiclone africano, che a differenza di quello delle Azzorre, determina ondate di calore. E con la sua persistenza, il caldo dura settimane, se non mesi, come sta avvenendo quest’anno.

 

Ci sono considerevoli risorse idriche nei bacini di raccolta artificiale della Penisola, di Sardegna e Sicilia, dove lo stoccaggio di acqua garantisce l’irrigazione e l’acqua ad uso domestico e industriale. Eppure, si parla di siccità anche in queste zone, perché c’è un acuto deficit della piovosità negli ultimi 12 mesi.

 

Per chi si domanda come mai il Nord Italia si trovi in una situazione drammatica, è necessario individuare anche le caratteristiche climatiche di quest’area. Da queste parti piove con abbondanza quasi tutto l’anno, e d’estate moltissimo sui rilievi alpini e prealpini, meno, ma a tratti con forte intensità, nelle alte pianure padane. Pertanto, non c’è la necessità di creare bacini di raccolta come in altre regioni d’Italia, e nemmeno nella caldissima estate 2003 si ebbero gli attuali disagi. Quell’anno, fece molto caldo, ma ci furono diversi episodi temporaleschi. Una situazione di siccità molto seria si ebbe nel 1976, ma questa è di gran lunga la peggiore.

Per altro, nel 1976 la pioggia tornò fortissima ai primi di Luglio.

 

Quindi, per attenuare la siccità, l’unica aspettativa è quella di avere piogge benefiche e abbondanti a partire dal Nord Italia. Le speranze sono riposte negli ultimi aggiornamenti del Centro Meteo Europeo (ECMWF) e del NCEP (Centro di Meteorologia e Clima USA), che confermano le tesi precedenti.

 

Da tali modelli matematici abbiamo una traccia meteo climatica che indica il tempo che potrebbe fare ad Agosto.

 

E l’unico evento che ci potrebbe strappare dall’esasperazione del clima estremo è l’avvento di una fase piovosa, ma anche con temperatura in discesa rispetto agli attuali valori.

 

La tendenza per tutto il mese di Luglio non dà speranza di risoluzione a questa eccessiva siccità. La temperatura prospettata è sopra la media. Per altro, una nuova ondata di calore si sta materializzando sull’Italia, e la temperatura aumenterà ovunque. Quindi, altre pessime notizie per la siccità in Italia.

 

Non citiamo la possibilità di qualche solitaria fase temporalesca sui monti, in quanto non risolverà di certo la situazione in atto. Con la nostra analisi, andiamo direttamente al periodo in cui potrebbe tornare la pioggia. Ebbene, la fase ideale la vediamo nel corso della prima decade di Agosto per le regioni alpine e prealpine, in estensione parziale verso le alte pianure del Nord Italia, con qualche fugace attività temporalesca in Appennino centro settentrionale.

 

Una moderata intensificazione si potrebbe avere nel corso della seconda decade di Agosto, segnatamente dopo Ferragosto, quando si potrebbe presentare un’escalation di temporali e piogge che dalle Alpi e Prealpi si andrebbero a portare nelle alte pianure del Nord, e parzialmente in alto Adriatico, nonché in Appennino centrale e settentrionale. Ma questa evoluzione si materializzerebbe nella seconda decade del prossimo mese.

 

In quel periodo potrebbe maturare la possibilità della nascita dei primi temporali marittimi simil tropicali tra le Baleari e la Sardegna, il Mar Ligure ed il Mar Tirreno, che potrebbero temporaneamente raggiungere anche alcune aree costiere, dove prevarrebbero il bel tempo ed il caldo afoso.

 

La previsione climatica per settembre non eccelle per le piogge abbondanti, ma la siccità dovrebbe diminuire. Questo mese, soprattutto nella prima parte, potrebbe ereditare la calura estiva, oltre che quella eccessiva dei nostri mari.

 

Da ottobre, dal Centro Meteo Europeo (ECMWF) e dal NCEP (Centro di Meteorologia e Clima USA) ci sono cenni dell’avvento di un’ottima piovosità per l’Italia, così anche per tutto il resto dell’Autunno e l’inizio dell’Inverno.

Una concausa della situazione favorevole alla pioggia dovrebbe essere il caldo mare Mediterraneo, ed il contrasto con le varie intrusioni di aria oceanica fresca e instabile.

 

A questo punto le condizioni meteo di deficit pluviometrico andrebbero esaurendosi. Ed ecco che avremo lo stop altamente probabile della siccità in Italia.

  (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: caldo recordFerragostometeo agostoondata di calorepiogge autunnalisiccità
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Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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