I venti locali e i venti estremi. Dagli uragani polari, alle tempeste di sabbia. La Bora ed il Maestrale
La combinazione di forti escursioni termiche, e la forma e le dimensioni di barriere fisiche locali come le catene montuose, le scarpate e le valli, producono un ampio spettro di affascinanti e a volte devastanti venti locali.
A causa dei loro effetti drammatici , spesso ripetuti molte volte all’anno, a molti di questi venti è stato dato un nome caratteristico. In Francia e in Costa Azzurra, il Mistral (in Italia lo chiamiamo Maestrale e interessa soprattutto la Sardegna) è noto per aver raggiunto velocità superiori agli 150-160 km orari.
In USA e Canada il Chinook è un vento caldo a raffiche che soffia lungo i versanti orientali delle Montagne Rocciose. In California il rovente, e spesso carico di polvere, Santa Ana porta il deserto sulla costa, scatenando al contempo numerosi incendi devastanti.
I venti locali possono essere estremamente caldi o freddi a seconda della loro origine e formazione. Quando la fonte dell’aria è molto fredda, come vicino alle regioni artiche o antartiche, i venti possono rimanere glaciali anche dopo aver percorso migliaia di chilometri dalla zona di origine.
In netto contrasto , i venti forti che soffiano attraverso i deserti delle medie latitudini possono trasportare polvere per migliaia di chilometri, causando condizioni meteo torride e polverose in regioni generalmente umide e temperate. Immensi pennacchi di polvere provenienti dal Sahara sono stati identificati dai satelliti sull’Atlantico Orientale sino al Brasile, il Messico, i Caraibi. Mentre la polvere dall’Asia centrale può raggiunge il Pacifico Nordoccidentale. Il grande Sahara da solo produce 400 milioni di tonnellate di polvere all’anno che finisce in atmosfera. In merito a ciò, questo fenomeno è in aumento rispetto al passato.
Quando le tempeste di vento infuriano sul Sahara , la sabbia può essere trasportata per centinaia di metri in alto nell’atmosfera e per migliaia di chilometri lontano dalla costa. La polvere viene alla fine depositata negli oceani, dove diventa un’importante fonte di nutrienti per la vita marina.
I forti venti sono tipici del clima antartico e sono causati dal flusso di aria fredda proveniente dalle aree interne del continente che scorrono lungo lo strato di ghiaccio fino alla costa. Bufere o tormente di neve con venti che raggiungono velocità di 200 km/h sono frequenti.
Le burrasche dell’Oceano Meridionale , dove si sviluppano forti centri di bassa pressione, sono state per lungo tempo la rovina dei marinai. In queste aree ancora oggi, nonostante il supporto della tecnologia, le navi sono vulnerabili.
In determinate condizioni meteorologiche, aria estremamente fredda che spazza l’alto altopiano anta rtico, proveniente dal Mare di Weddell, produce alcune delle più intense tormente di neve del mondo. Sono pochi gli animali, come i pinguini imperatore, che possono sopravvivere in queste condizioni. Qui sono state registrate raffiche di vento sino a 300 km orari.
Le tempeste con forza d’uragano antartiche scendono dai ripidi pendii lungo i margini del continente antartico, accelerano i freddi venti catabatici nel loro percorso verso le più calde acque dell’Oceano Meridionale, rendendo le bufere di vento sulla costa un evento frequente in luoghi come Butson Point, un ghiacciaio nordorientale dell’Antartide.
I bui e quasi perpetui inverni polari si combinano con questi venti estremi, rendendo pericoloso avventurarsi all’esterno.
In Argentina soffia periodicamente il Pampero , un vento sudoccidentale molto freddo che affligge le pianure della Pampa. Le Ande contribuiscono ad incanalare in direzione nord aria antartica fredda e secca attraverso l’Argentina. Temporali intensi con forti turbini a volte annunciano l’arrivo del Pampero. Una forma estrema del Pampero è il Pampero Sudo , che produce una tempesta di polvere.
La regione adriatica dell’Europa ha un suo vento freddo chiamato Bora . La fonte di questa aria è così fredda che il vento non riesce a scaldarsi in maniera significativa nella sua discesa verso il mare. Sovente è accompagnato da ondate di freddo. La Bora può soffiare, talvolta, anche d’estate, anche se è un vento tipicamente invernale, e può superare raffiche di 150 km orari a Trieste .
Invece, varie aree attestanti al Sahara e i deserti arabi subiscono frequenti tempeste di sabbia alimentate dai venti Harmattan (vento tipico africano di tali aree). Questi venti sono un’espressione continentale degli alisei. Dominano il deserto del Sahara e, in particolare da dicembre a febbraio, portano aria molto secca e calda a buona parte dell’Africa settentrionale e occidentale, spesso portando sollievo dall’elevata umidità di queste aree.
La polvere trasportata dai venti Harmattan può raggiungere persino il Sud America.
