(METEOGIORNALE.IT) Il ciclo diurno di riscaldamento e raffreddamento della superficie della Terra ha un effetto marcato sul tempo. Con il riscaldamento del suolo si formano delle correnti ascensionali e l’aria subito al di sopra del terreno diventa turbolenta, causando anche venti a raffiche. Un esempio sono le brezze di mare, caratteristiche delle località costiere.

Durante la notte, il terreno perde rapidamente calore, soprattutto se il cielo è limpido. Si formano delle inversioni termiche, con venti deboli variabili sotto di esse. Subito dopo l’alba, il riscaldamento del terreno comincia di nuovo il ciclo.
Nelle aree collinari, i venti ascendenti (anabatici) e discendenti (catabatici) sono comuni. Il Sole riscalda le colline più rapidamente delle valli. Questo forma correnti ascensionali sulla cima delle colline, richiamando aria dalle valli. L’aria, che fluisce lungo i fianchi delle colline, durante la notte, si muoverà invece verso le valli.

Le località costiere hanno un’inversione dei venti tra il giorno e la notte. Di giorno la terra si scalda più rapidamente del mare causando una risalita dell’aria e un crollo della pressione al suolo. Dall’acqua fluisce verso la terra aria fredda che rimpiazza quella calda in risalita, creando una brezza di mare.
Le brezze di mare raggiungono il loro apice nel tardo pomeriggio. Di notte succede l’inverso, la terra si raffredda più rapidamente del mare, creando una brezza di terra.
Il ciclo delle brezze avviene soprattutto nelle giornate con scarsa o nuvolosità assente, mentre con cielo coperto e con condizioni meteo avverse, come pioggia, temporali, o il transito di fronti perturbati, il tutto si interrompe.
Le brezze mitigano notevolmente il meteo delle località di costa, tuttavia, in piena estate, trasportano anche l’umidità del mare, con conseguenti condizioni di afa al cessare del vento. Di notte, con il vento di terra, l’umidità dell’aria si abbassa. (METEOGIORNALE.IT)
