(METEOGIORNALE.IT) La secca del fiume Po evidenzia una situazione meteo estrema che interessa ampie aree d’Italia, ed in particolare il Nord. Eppure, questa condizione avrà effetti in tutto il nostro Paese.
La Valle Padana è la più ampia pianura italiana, quella con l’agricoltura intensiva, dove soprattutto quest’anno di criticità dei raccolti in Ucraina per via della guerra, di quelli della Russia per l’embargo, c’è necessità di coltivare uscendo dai veti posti dall’Europa sulla produzione.

Quest’anno la Valle Padana deve produrre più che gli altri anni prodotti alimentari per tutti, in quanto varie regioni d’Italia hanno abbandonato alcune colture agricole, mentre queste resistono al Nord, dove gli agricoltori sfruttano la domanda di acquisto dei prodotti nelle aree più densamente popolate del Paese.
L’acqua dolce è un bene prezioso e ci accorgiamo della sua essenziale utilità quando scarseggia, anche perché nel nostro Paese, soprattutto al Nord Italia, di acqua dolce ce ne è sempre in eccesso. Ma stavolta con le Alpi e Prealpi sono quasi sprovviste di neve, la stagione del disgelo sta portando irrisori quantità d’acqua, e le precipitazioni che si sono avute di recente sono state scarse, e non risolutive su un’anomalia meteo climatica iniziata molti mesi fa.
Abbiamo avuto un autunno poco piovoso, o meglio, con una piovosità irregolare. E si fa spesso un errore su questo, sottolineando i millimetri di pioggia accumulati in un anno o in pochi mesi, senza considerare che sono caduti in tempi molto brevi, sovente in tal eccesso che l’acqua è finita in mare e ben poca si è trasferita nelle falde acquifere.
La siccità del Po non è un problema che riguarda la Valle Padana, ma tutto il nostro Paese, che disegna il grave deficit nella regolarità pluviometrica che sta vivendo da tempo l’Italia. Il tutto è sicuramente generato dai cambiamenti meteo climatici.
Ora serve la pioggia, quella vera, e nel Nord Italia è questa la stagione in cui potrebbe piovere, perlomeno sino a parte dell’estate, ma c’è il rischio che pioverà con temporali violenti e in aree circoscritte, proseguendo quel trend che abbiamo definito prima, che si chiama irregolarità pluviometrica. (METEOGIORNALE.IT)
