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Questa proiezione derivante dal modello matematico americano è eloquente, e ci mostra una tendenza meteo dal clima estremo, con un richiamo di aria calda proveniente dall’entroterra africano verso l’Italia, figlio di una bassa pressione sulla Penisola Iberica, mentre nel Nord Europa una nuova bolla d’aria fredda si farà strada verso sud, minacciosamente verso il bacino centrale del Mar Mediterraneo, e forse il nostro Paese.

 

Quanto vediamo è la rappresentazione, come detto di condizioni meteo estreme, che col passare delle settimane, se dovessero ripetersi, potrebbero innescare condizioni atmosferiche burrascose pure in Italia.

 

Ad oggi, l’Italia non è stata mai obiettivo diretto di alcuna irruzione d’aria fredda da nord, e anche quella rappresentata dal modello matematico, sarà nella parte di massima intensità deviata dalle correnti occidentali verso est. Ma tuttavia, se sarà confermata, andrà a favorire una situazione di instabilità atmosferica sull’Italia, probabilmente dando origine alla fine al ritorno di precipitazioni a questo punto anche a carattere temporalesco, con grandine, rovesci di neve a grani anche a quote relativamente medio basse, e quindi tanto vento.

 

Ma l’inverno ormai è finito, siamo proiettati verso la primavera, ovvero quella che è detta la bella stagione, anche se poi assume non di rado condizioni di spiccata instabilità atmosferica che genera temporali di notevole intensità soprattutto nelle regioni a clima continentale. D’altronde su buona parte dell’Europa e nelle regioni settentrionali italiane, il picco di precipitazioni avviene tra la fine della primavera e l’inizio della stagione estiva.

 

Pertanto, questa scenografia che abbiamo scelto, tra le tante prospettate dai modelli matematici, è solo un flash di breve durata che potrebbe essere seguito da ulteriori sbalzi termici, prima di un severo riscaldamento del clima, che comunque non avverrà prima della fine di aprile.

 

In genere, soprattutto dopo un inverno così mite come quello che abbiamo avuto, tutto il mese di aprile è a rischio colpi di coda invernali, altresì intervallati da bruschi rialzi termici, peraltro già prospettati dai modelli matematici di previsione.

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