Malattie infettive influenzate dai cambiamenti climatici e da condizioni meteo
Il riscaldamento globale ha effetti davvero imprevedibili
Secondo recentissimi studi, il progressivo cambiamento climatico , con relativo innalzamento della temperatura media terrestre, può provocare alterazioni nella trasmissione e sugli effetti delle malattie infettive.
Con l’aumento delle temperature globali e gli eventi meteorologici estremi in continua crescita, sarà sempre più difficile prevedere l’ evoluzione delle malattie infettive e le interazioni tra l’organismo ospite e l’agente patogeno.
Le fluttuazioni di temperatura, in particolare le ondate di caldo, possano avere effetti molto diversi sui tassi di infezione e sugli sviluppi delle malattie.
L’esperimento è stato condotto su un piccolo invertebrato acquatico, la Dphnia Magna, e un suo parassita intestinale chiamato Odospora Colligata. La trasmissione di questo agente patogeno è molto simile a quella osservata in altre malattie infettive anche in grado di colpire gli essere umani, come il SARS-CoV-2 .
Durante l’esperimento, gli invertebrati sono stati prima esposti all’ agente patogeno e successivamente inseriti in diversi ambienti sottoposti a tre condizioni differenti di temperatura: un regime a temperatura costante, un ambiente con variazioni giornaliere di più o meno 3°C rispetto alla temperatura media e infine un ambiente sottoposto a un innalzamento di 6°C per la durata di tre giorni, rispetto alla temperatura media, simile a un’ ondata di calore .
Monitorando degli specifici parametri come, la durata della vita, il grado di fertilità, lo stato dell’infezione e il numero di spore dei parassiti presenti nell’intestino degli organismi ospiti, è emerso che le oscillazioni della temperatura giornaliera hanno ridotto drasticamente l’infettività e il numero di spore presenti nei crostacei.
Dunque, la capacità di riprodursi e di infettare gli organismi ospiti, da parte dei microrganismi patogeni, cala notevolmente in condizioni di variazioni termiche giornaliere, rispetto a condizioni di temperatura costante.
Si è osservato, inoltre, come con l’innalzamento della temperatura di 6°C, prolungato nel tempo, ci sia stato un effettivo aumento del numero di spore , quando il sistema ha raggiunto una temperatura costante di 16°C, (condizione termica ottimale per lo sviluppo del parassita), mentre con un ulteriore aumento delle temperature non si sono registrate variazioni significative sullo sviluppo del microrganismo.
Questo test ha mostrato che non solo le variazioni di temperatura influiscono sull’esito delle interazioni tra organismo ospite e agente patogeno, ma anche il tipo di oscillazione e la temperatura media dell’ambiente giocano un ruolo fondamentale.
Ciò significa che l’innalzamento delle temperature medie dovuto al riscaldamento globale è in grado di produrre effetti imprevisti sulle dinamiche delle trasmissioni e dello sviluppo delle malattie infettive.
Ulteriori studi su diversi organismi potrebbero offrire nuove scoperte sull’interazione tra malattie e aumento delle temperature e potrebbero apportare un contributo significativo sulla previsione di altre epidemie causate dal cambiamento climatico.
