
(METEOGIORNALE.IT) La tendenza riscontrabile con l’analisi delle teleconessioni prospetta il rischio di un prossimo drammatico aumento delle temperature in Stratosfera. Questo sta iniziando a prendere forma nell’America nordorientale, e che si diramerà verso il Nord Atlantico ed il settore polare europeo, con picco di riscaldamento di oltre i 50°C in pochi giorni tra le Isole Britanniche e la Norvegia.
Lo rammentiamo, il riscaldamento in Stratosfera, in una prima fase non ha alcun effetto al suolo. Non avremo un aumento della temperatura di 50°C nelle nostre città. La Stratosfera è una porzione dell’atmosfera tra i 10 e 50 km dal suolo.
Il Vortice Polare quest’anno è persistentemente intenso, anch’esso ruota a quote elevate. La parte inferiore del Vortice Polare, detta subvortex, scorre ad altezze di circa 15-20 km dal suolo, mentre la struttura principale del Vortice Polare è attiva tra i 20 km ed i 50 km.
La domanda che viene istintiva è come mai il Vortice Polare che ruota in Stratosfera, possa incidere sul tipo di tempo che fa poi in Troposfera, e quindi sull’Inverno. La risposta è complessa. Andiamo per gradi e sintesi. Tale evento atmosferico influenza sul Jet Stream, ovvero la Corrente a Getto, che è una circolazione atmosferica a quote inferiori rispetto al Vortice Polare, che aziona il movimento delle masse d’aria che poi ci interessano al suolo.
La rottura del Vortice Polare è nota come Split del Vortice Polare, quest’ultima succede sovente, ma non sempre, a seguito di un evento di repentino riscaldamento stratosferico.
La scienza che studia tali fenomeni afferma che le conseguenze di uno Split del Vortice Polare si diramano verso il suolo, generando acuti scambi di masse d’aria secondi i meridiani, quindi da nord verso sud (ondate di gelo) e da sud verso nord (ondate di calore).
E sì, lo Split del Vortice Polare non è garanzia per tutto l’Emisfero di ondate di freddo, in quanto il Jet Stream che poi scorre ondulato e caotico, spingerà le masse d’aria fredda verso sud, e poi calde verso nord. In quest’ultimo caso acquisendo generando soprattutto anticicloni e non ondate di gelo.
Ma a differenza delle fasi di Vortice Polare intenso e senza lo Split, si tende ad avere una subsidenza delle correnti atmosferiche, ovvero un lento movimento della circolazione generale che è una tipica situazione che favorisce la nascita di strutture anticicloniche persistenti. Ne sono vittima in questi decenni l’Europa ed in minor misura, la costa nordamericana del Pacifico, da qui le siccità estreme in California (ma da loro il problema è ben più complesso).
Verso la fine della stagione invernale il Vortice Polare perde sempre forza, in genere però non è mai intenso come lo è attualmente. Quindi, lo Split del Vortice Polare, semmai avvenisse anche tra due settimane, sarebbe in grado di innescare su alcune aree dell’Emisfero, ondate di gelo vigorose. E su questo abbiamo numerose testimonianze nemmeno da un lontano passato, e la scienza sostiene che anche se c’è un riscaldamento del Pianeta, le ondate di gelo potrebbero presentare caratteristiche di eccezionalità. Si vedano anche i record in anni recenti di freddo in Siberia, per citarne uno tra i numerosi.
La risposta che cerchiamo è forse la seguente: quali effetti avremo sull’Italia del Vortice Polare quando andrà in Split? Ebbene, preliminarmente non è possibile conoscere le conseguenze, di certo aumenterà la possibilità di avere ondate di freddo, molto meno, per ragioni geografiche, di episodi repentini di calore. Ad esempio, nel Nord America lo Split del Vortice Polare è una sorta di jolly invernale che determina ondate di gelo poderose specie nella costa orientale, ed in genere ad est delle Montagne Rocciose, mentre la risposta calda del Jet Stream indirizza aria mitissima verso l’Islanda e la Groenlandia.
In Europa, per la configurazione geografica ci sarebbe in tali circostanze, da attenersi una o più serie di irruzioni di bolle d’aria fredda. Ma nel nostro Continente, più frequentemente l’irruzione fredda artica segue una rotta deviata ad est, come è normale che succeda per effetto della Forza di Coriolis.
Pertanto, per conoscere se e quando avremo un’ondata di freddo, dovremo attendere che si compiano dapprima gli eventi in Stratosfera. (METEOGIORNALE.IT)
