
(METEOGIORNALE.IT) Eccovi una mini-rivincita del meteo invernale con un irruento ciclone che in meno di 48 sorgerà dal nulla, e attraverserà la penisola italiana.
Il Vortice Polare è fortissimo, una condizione meteo che può essere associata ad una fluttuazione del clima, più che ad un cambiamento climatico desumente dall’Effetto Serra, che già di suo sta generando danni ingenti nel Pianeta.
Un lobo del Vortice Polare si estende verso la Russia europea. Da quelle parti ci sono frequenti tempeste di neve, ma non il freddo estremo, quello che viene dalle grandi pianure oltre gli Urali. Nevica spesso e tanto. Il lobo del Vortice Polare favorisce la genesi di aree di Bassa Pressione, che altro non sono che i residui dei cicloni dell’Oceano Atlantico che l’Alta Pressione di blocco presente su buona parte dell’Europa centro occidentale, devia verso nord, verso l’Islanda ed il Mar Glaciale Artico. Poi tutta quella massa d’aria scivola sul lato orientale dell’anomalo anticiclone.
In questo contesto, periodicamente si insinuano aree di bassa pressione che cominciano a farsi strada più verso occidente. La più recente ha causato una tempesta di neve sui Balcani, in particolare poi sulla Grecia compresa la città di Atene, la Turchia, compresa Istanbul, tutti paesi del Mar Nero, per poi dirigersi nel Medioriente, causando nevicate eccezionali a Gerusalemme ed Amman, dopo aver imbiancato di neve tutte le isole del Mar Egeo.
Il flusso d’aria fredda che viene da nord sbatte le sue correnti sull’arco alpino, così che tutto il Nord Italia si trova con bel tempo e temperature fuori stagione, mitissime. Però sui crinali alpini e alcune vallate, ad intermittenza soffia il vento persino con furia. Tale condizione meteo è denominata foehn, mentre il linguaggio locale è nota come Favonio.
Nell’arco delle prossime 24 ore, un nuovo impulso d’aria fredda si adagerà sull’arco alpino, trovando ormai la strada libera da quell’alta pressione che stavolta si è portata verso l’Oceano Atlantico, tuttavia, mantenendo la sua integrità e forza. L’aria fredda scavalcherà le Alpi, ma non avrà effetti di maltempo al Nord Italia, se non altro Favonio, me attiverà la formazione di un ciclone mediterraneo tra il Golfo Ligure e l’Adriatico settentrionale.
L’esatta allocazione del centro di bassa pressione al momento è incerta, in quanto i principali modelli matematici di previsione non concordano sulla posizione in cui si formerà il minimo barico orografico.
Si avrà un crollo della pressione atmosferica soprattutto mentre il minimo di bassa pressione raggiungerà il suo picco della sua forza, con un valore che dovrebbe scendere decisamente sotto i 1000 hPa. E allora a partire dalla fine della giornata di oggi gran maltempo è atteso sulle regioni centro meridionali, con piogge, temporali, grandinate e neve sui rilievi. La neve cadrà soprattutto lungo la fascia appenninica centro-meridionale, a tratti anche sotto forma di tormenta, con vento di burrasca, accompagnato da un brusco abbassamento della temperatura. Le nevicate che dapprima cadranno sui rilievi, tenderanno a scendere rapidamente di quota, ma non raggiungeranno la costa senonché con delle fioccate o eventi di gragnola.
In tutta Italia si avrà un sensibile rinforzo del vento che potrebbe superare anche i 100 km/h di raffica in varie aree esposte. In merito sono state diffuse da parte degli enti preposti delle allerte meteo.
Un altro dettaglio non poco trascurabile è che forti nevicate sono attese sul versante alpino estero. Ma la neve potrebbe sconfinare anche nel settore italiano, e quasi certamente interesserà alcune località note per essere soggette a nevicate da sfondamento del muro di foehn.
Il ciclone mediterraneo entro il pomeriggio di martedì si troverà già sullo Jonio, dopo aver attraversato l’Italia ad una velocità di circa 50 km/h. Transiterà sull’Italia ad una velocità abbastanza insolita, insomma, metterà il turbo. A questo punto le condizioni meteo sull’Italia per alcuni giorni si dovrebbero di nuovo ristabilire, con un sensibile miglioramento. Più avanti c’è una parziale incertezza in ambito previsionale, in quanto l’anticiclone che tornerà verso l’Italia con gradualità potrebbe essere più facilmente che in precedenza sgretolato da nuove intrusioni d’aria fredda da Nord. Che sia questo l’atteso declino dell’anticiclone?
Le proiezioni a lunghissimo termine indicano che nel corso della prima decade di febbraio, l’alta pressione di blocco che sta di fatto dissolvendo le condizioni meteo tipiche dell’inverno su gran parte del Vecchio Continente, potrebbe ritirarsi in Oceano Atlantico, e lasciare l’Europa esposta un sensibile peggioramento delle condizioni meteo, con associato un abbassamento della temperatura media.
ATTENZIONE
L’atmosfera è un sistema caotico. Le previsioni, essendo per l’appunto “previsioni” sono sempre da confermare. In genere l’affidabilità diminuisce sensibilmente dopo i 3-5 giorni di validità a seconda del periodo dell’anno, e della configurazione atmosferica, oltre che altri fattori locali. (METEOGIORNALE.IT)
