
(METEOGIORNALE.IT) Tutti centri meteo europei hanno discusso per quasi una settimana di un nocciolo d’aria gelida che proveniente dall’alta Siberia, si sarebbe diretto proprio nella settimana di Natale verso l’Europa orientale. Peraltro, tale evento meteo avrebbe innescato una serie di irruzioni d’aria fredda di origine polare, con il coinvolgimento di mezzo continente europeo, Italia compresa. Si sarebbe dovuto scatenare un vero e proprio caos meteo climatico invernale, statisticamente però tutto sommato più tipico nel periodo dopo l’Epifania.
All’origine di questo fenomeno c’è di gran freddo che sta interessando la Siberia, dove la temperatura sta raggiungendo valori molto bassi. Inoltre, anche la Scandinavia ha avuto periodi di grande freddo, con temperatura estremamente bassa che ha raggiunto alcuni record che risalivano dal 1915, in un’epoca in cui non si parlava proprio di riscaldamento globale.
Le temperature che si stanno registrando in Siberia e quelle della Scandinavia dimostrano la teoria che ondate di freddo eccezionali si possono ancora verificare seppur sia in atto un riscaldamento del pianeta Terra.
Il riscaldamento globale aumenta la temperatura media, ma nel nostro emisfero va a generare un’altra anomalia climatica che si verifica soprattutto nella stagione invernale. Infatti, vari studi hanno evidenziato come eventi di freddo estremo vadano intensificandosi, all’apparenza in controtendenza al riscaldamento globale, ma realtà ne sono la causa.
Il forte riscaldamento dell’Oceano Artico destabilizza il Vortice Polare che accompagna le maggiori ondate di gelo che interessano il Nord America. Ma anche in Europa si verificano ondate di freddo causate da tale instabilità, però quelle più marcate hanno origine in Siberia, e per innescarsi hanno necessità di coincidenze più complesse.
I modelli matematici di previsione da cui tutti attingiamo i dati delle previsioni meteo, che poi sono gli stessi da cui vengono distribuite le previsioni del tempo che consultate nelle varie app o altre fonti, hanno intravisto una via d’ingresso verso l’Europa di una bolla d’aria molto fredda proveniente dalla Siberia, ma improvvisamente la previsione è stata stravolta, le correnti oceaniche, decisamente più miti, impediranno a questa bolla d’aria così fredda di irrompere in Europa. Ed il freddo si andrà verso il Kazakistan e ancora più a est, con tempeste di neve.
Questi errori di calcolo previsionale possono succedere, i modelli matematici non sono quelli di un tempo, e il loro scopo è tracciare delle linee di tendenza su vasta scala, su come potrebbe evolversi spostamento delle diverse masse d’aria. Il tutto in un ambiente sempre caotico, che i tempi d’oggi viene influenzato anche dai cambiamenti climatici, oltre che dalle fluttuazioni del clima che da sempre ci sono state.
C’è chi paragona le previsioni meteo del 2021 con quelle dei tempi di famosi colonnelli della tivù quali furono Andrea Baroni ed Edmondo Bernacca. Ma ai loro tempi la tecnologia era primordiale rispetto a quella che abbiamo oggi, basti pensare che un super elaboratore di allora aveva una minore potenza di calcolo di uno smartphone che usiamo quotidianamente. Perciò, fare paragoni con le previsioni meteo diffuse dagli autorevoli colonnelli non ha senso, se non ripudiando la tecnologia moderna.
La meteorologia moderna salva milioni di vite umane. In questi giorni si sono verificate eccezionali raffiche di tornado degli Stati Uniti d’America, ed è grazie alle previsioni meteo che la popolazione è stata allertata e si è potuta mettere al riparo nei rifugi che hanno raso al suolo migliaia di edifici. Tempeste così violente che per altro sono fuori stagione. Come hanno dichiarato le varie autorità, senza un’allerta meteo come quella che è stata diramata, ci sarebbero state probabilmente alcune migliaia di vittime, e non le quasi 100 che ci sono state.
In paesi meno progrediti come ad esempio l’India, l’ondata di maltempo di questo scorcio di stagione che ha interessato la parte sudorientale ha causato oltre 3000 vittime. Di loro ben poco si parla, e forse siamo solo noi a comunicarlo ai nostri lettori.
Ma torniamo questa serie di bolle d’aria fredda della Russia. Innanzitutto, ogni anno la Siberia genera una massa immensa di freddo che tende poi a espandersi. Il suo movimento è favorito verso est dalla Forza di Coriolis, e ne paga le conseguenze il Giappone, dove a livello del mare, e alla medesima latitudine di Napoli, registra nevicate che poche stazioni sciistiche alpine ricevono durante l’inverno. La stessa Corea, per esempio, con estati caldissime vista la latitudine così meridionale, patisce per la rigidità dell’inverno, proprio perché la massa d’aria in eccesso prodotta dalla Siberia, gli viene addosso.
Se tali masse d’aria gelide, per la Forza di Coriolis tendono a spingersi anche verso est, varie opzioni le possono invece spingere verso l’Europa. In passato, e non vi parliamo del periodo della Piccola Era Glaciale, le masse d’aria siberiane tendevano assai più frequentemente a spostarsi verso ovest, e a interessare anche l’Italia.
Gli indici di comportamento del clima ci indicano che c’è la possibilità che quest’anno da gennaio il vento che viene dall’Oceano Atlantico riduca la sua forza, e che quindi il vento dell’est proveniente dalla Siberia potrebbe spingere più facilmente masse d’aria molto fredda.
Le irruzioni d’aria fredda europee provenienti dalla Siberia, altro non sono che quell’eccesso di gelo prodotto da quei territori, il quale cerca di espandersi in ogni direzione.
Quella descritta è parte di varie teorie sviluppate su indici di comportamento del clima, non sono previsioni meteo, ma analisi ben più complesse di cui soprattutto alcune regioni del nostro Pianeta estremamente vulnerabili al clima estremo, fanno ampio utilizzo.
Il Nord America viene spazzato ogni inverno da ondate di gelo provenienti dal Nord del Canada, da queste parti la meteorologia è sacrosanta, le previsioni meteo sono indispensabili. Ed è per tal motivo che da queste parti il servizio meteo nazionale è il più efficiente del nostro Pianeta.
Forse paesi come la Cina e la Russia hanno servizi meteo con elevate performance, ma purtroppo non abbiamo informazioni per poterne discutere.
Ed è dal Nord America che giungono le maggiori informazioni meteo climatiche per il nostro pianeta, in quanto notevoli risorse finanziarie vengono utilizzate per lo studio del clima, in considerazione dell’estrema vulnerabilità del loro territorio. (METEOGIORNALE.IT)
